BREVE PANORAMICA SULLA FORMAZIONE DI MAESTRI E MAESTRE
FUTURE MAESTRE
LE MOTIVAZIONI DELLE SCELTE DI INSEGNANTI DONNE DA PARTE DEI COMUNI
La questione dell' insegnamento femminile , del basso salario ecc., è un concetto molto profondo che era già codificato nelle leggi Austriache del 1800 relative all' Istruzione pubblica . Il particolare carattere che la scuola normale avrebbe assunto nel corso della sua storia è più facilmente comprensibile se si fa riferimento a una norma in vigore in Austria al tempo della riforma teresiana e confermata sino ai primi del '900. Si tratta di una disposizione introdotta da Giuseppe II nelle prime scuole per le fanciulle destinate a diventare istitutrici, che proibiva alle donne sposate di insegnare, riservando, in pratica, l'insegnamento primario alle nubili come alternativa al matrimonio.
La scuola normale, proprio per la sua finalità formativa, si affermò come percorso di studi adatto anche alle donne, soprattutto se nubili, in quanto esaltava le loro capacità naturali di madri e di educatrici. In realtà, quella scelta non fu finalizzata al riconoscimento della dignità femminile o al pieno accesso delle donne all'istruzione secondaria: a esse venne semplicemente riconosciuta, e questo sia nella cultura cattolica, sia in quella laica, la possibilità di migliorare le proprie prestazioni nel ruolo materno, anche realizzandolo in professioni considerate adatte alla natura femminile, quali le maestre o le infermiere . La scelta fu condivisa diffusamente, anche perché inizialmente non provocò particolari reazioni tra le stesse donne, dato che sino ai primi del '900 sarebbero state pochissime le loro richieste di iscrizione a licei e università, malgrado non fosse stato esplicitamente vietato dalle leggi. In quel contesto, era inevitabile che si sarebbe verificata durante tutto l'800 una rapida femminilizzazione della professione di insegnante elementare. Si trattò di un fenomeno che non fu solo nazionale, ma che riguardò tutti i paesi industrializzati e che fu incrementato dalla maggior disponibilità delle donne a svolgere quella professione in condizioni meno gratificanti e meno remunerative rispetto a quelle degli uomini.
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