SANTA CECILIA La V Persecuzione dei Cristiani Dramma in Tre Atti
TRASCRIZIONE Amalfi, 31 gennaio 1932 Ho letto per incarico di S. E. Reverendissima l'Arcivescovo il lavoro su S. Cecilia (dramma in tre atti) compilato dalla Sig.na Annunziata Barba, insegnante a Pontone, riscontrando in esso la fedele esposizione della storia dell'eletta martire cristiana. Il lavoro, fatto molto bene, sarà certamente di sprone alla gioventù cattolica nel cammino della virtù. GABRIELE VISSICCHIO Canonico Teologo della Cattedrale di Amalfi
TRASCRIZIONE
ATTO PRIMO SCENA PRIMA Il « tablinum » della casa di Cecilia: un cembalo, alcuni sgabelli, dei fiori. CECILIA, poi CITERA e LIA Cecilia canta l'inno alla Vergine accompagnandosi al cembalo. Entrano intanto Lia e Citera che, commosse, ascoltano in disparte. Inno alla Vergine Vergine Madre, del Ciel Regina salga a Te la prece mia fervente: Pietà abbi di noi; siam figli Tuoi. Volgi in terra il Tuo sguardo divino a lenir le ambasce, i dolori, a render più salda la fede nel nome di Cristo Signore. E se un dì sarem chiamati al martir dacci forza, costanza, fervore. deh! ci accogli sul Tuo seno, o Maria, per il sangue che Tuo Figlio versò. Cessato il canto Cecilia si accorge della presenza delle schiave e dice: CECILIA - Oh, sorelle mie! Avvicinatevi (le schiave si avvicinano) lasciate che vi abbracci e vi chieda perdono per tutto il male che vi fa la madre mia. (le abbraccia) pag. 7
CITERA - Noi benediciamo il dolore se esso ci dà ora la gioia di sentire una parola buona da te, Cecilia. La tua musica ed il tuo canto ci rapiscono sì da farci dimenticare tutte le nostre pene e sentiamo nell'animo una dolcezza infinita. LIA - Ci vuoi dire, Cecilia, chi è questo Dio al quale inneggi? Deve essere davvero molto buono se tu, nobile Signora, ti degni abbracciare noi, misere schiave. CECILIA - Sì, il mio Dio è immensamente buono. Egli c'insegna che siamo tutti fratelli, che dobbiamo amare anche i nostri nemici, far del bene a coloro che ci odiano e pregare per coloro che ci perseguitano. CITERA - Desideriamo conoscere il tuo Dio. Vorrà anche noi povere schiave? Insegnaci a pregare. CECILIA - (giungendo le mani in atto di preghiera) Pregate così: Dio grande ed eterno, Tu che dal Tuo trono di misericordia ci guardi pietoso, stringi anche noi, figlie Tue, in un solo amplesso d'amore. Non megarci la Tua grazia che è la nostra vita; perdona, o Padre, le nostre colpe, allontana da noi il nemico infernale e liberaci da ogni male. Così sia. (le fanciulle ripetono in ginocchio) SCENA SECONDA VOLUMNIA e dette Volumnia entra improvvisamente, dà alcune scudisciate alle schiave dicendo: VOLUMNIA - Vili schiave, sapete bene che non è questo il posto che vi compete. Via, al lavoro se non volete essere scudisciate come meritate. Via, via. (le schiave escono) pag. 8
SCENA TERZA VOLUMNIA E CECILIA VOLUMNIA - (adirata) Perchè ti trattieni con le schiave? Esse abusano della tua bontà e ti mancano di rispetto, come hanno fatto ora, presentandosi a te senza essere state chiamate. CECILIA - Oh, madre mia! Esse sono molto buone e mi vogliono bene. Fra poco saranno cristiane ed io avrò la gioia immensa di offrire le loro anime a Dio. VOLUMNIA - Sempre questo tuo Dio... Sono stanca ormai di sentirne parlare... I misteri dei cristiani mi fanno orrore; sono degli stregoni che cantano anche quando sono sottoposti ai più atroci martiri... Bada... se tuo padre verrà a sapere... CECILIA - Tu non conosci la dolcezza della nostra dottrina; ma Gesù, quel Gesù che versò il Suo sangue per la redenzione dell'umanità, toccherà anche il tuo cuore ed entrerai a far parte della Sua S. Chiesa. VOLUMNIA - Basta, non voglio sentire altro... ho i numi che mi proteggono. Sono venuta per parlarti di cosa importante più delle tue dottrine; siedi ed ascolta. (siedono) Tu sei ormai una giovanetta; la tua nobiltà, la tua educazione, la tua intelligenza e la tua bellezza hanno toccato il cuore al nobile Valeriano... Egli ti ha chiesto in moglie; tuo padre ed io siamo stati ben felici di dare il nostro consenso a queste nozze che si celebreranno subito e tu avrai l'alto onore di entrare in una delle case più illustri di Roma, ben degna della tua. CECILIA - Gesù a cui ho donato il mio cuore mi comanda di rispettare la volontà dei genitori. Sposerò Valeriano, ma voglio prima parlargli. VOLUMNIA - Manderò subito a chiamarlo. (esce) pag. 9
SCENA QUARTA CECILIA sola CECILIA - A quale dura prova mi metti o Signore! Sono Tua sposa e desidero essere fedele a Te Solo... dammi Tu forza e costanza. (si raccoglie in preghiera mentre si ode lontano una musica celestiale) SCENA QUINTA CECILIA e CITERA CITERA - (saluta inchinandosi) Cecilia, Lucilla mi ha detto che vai sposa al nobile Valeriano. E' vero? Vuoi dunque lasciarci? Come faremo lontane da te che ci risparmi tanti dolori? Io mi ammazzerò. (piange) CECILIA - No, Citera, una fanciulla che aspira ad essere cristiana non deve parlare in tal modo. La nostra vita non ci appartiene; essa è di Gesù e dobbiamo lasciarla quando a Lui piacerà... Vi condurrò con me. CITERA - Non credo tu possa condurci nella casa del tuo nobile sposo ove sono tutti pagani e ci scaccerebbero. Anche Lucilla è tanto addolorata... vorrebbe parlarti. CECILIA - Chiamala. CITERA - (avvicinandosi a una quinta) Lucilla vieni. SCENA SESTA LUCILLA e dette poi LIA LUCILLA - Oh, Cecilia! Come farò? Se tu mi manchi non avrò più la forza di sopportare dolori, ingiurie ed ingiustizie e non sarò una buona cristiana... Ora se qualcuno mi offende, perdono pensando al tuo Dio ed offro a Lui le mie pene; se sto per cadere sollevo al cielo lo sguardo pag. 10
ove l'azzurro infinito e lo scintillio delle stelle mi parlano del Creatore... Ma se non potrò più vederti, se non udrò più le tue dolci melodie, se non ascolterò la tua suadente parola e non pregherò con te... non so se potrò rispondere dei miei sentimenti e delle mie azioni... CECILIA - Anche tu mi vedrai nella casa di Valeriano... te lo prometto. LUCILLA - (abbracciandole le ginocchia) Grazie, sei davvero immensamente buona. LIA - (entra, s'inchina ed annunzia) Il nobile Valeriano. CECILIA - Che si avanzi (alle schiave) . Ritiratevi. (le schiave escono)
SCENA SETTIMA CECILIA e VALERIANO VALERIANO - (salutando romanamente) Salve Cecilia. Che i numi siano teco e ti preservino da ogni male. CECILIA - Salve, Valeriano. VALERIANO - Cecilia... la tua bellezza, la luce che emana dalla tua persona mi hanno conquistato; il tuo sguardo divino è penetrato fin nelle più intime fibre del mio cuore ed io che mi credevo il più forte degli uomini sono ai tuoi piedi e non oso baciare la terra che tu calpesti. Ho partecipato a baccanali, ho assistito a spettacoli cruenti... sono stato sempre orgoglioso ed altero... ora mi sento tanto, tanto umile... Dimmi chi è la tua dea protettrice... tu sei degna di avere un seggio nell'Olimpo, sei più bella della stessa Venere. CECILIA - E' la bontà del mio Dio che traspare dalla mia persona. Egli si è in me compiaciuto, Sua misera ancella. pag. 11
VALERIANO - Dio... di quale Dio intendi parlare? Non ti comprendo... sei forse... oh, no, non è possibile. CECILIA - Sì, sono cristiana e lo sarai anche tu perchè sei buono e Gesù vuol servirsi di me, povera creatura, per salvare l'anima tua. VALERIANO - Tu cristiana? Tu che io credevo candida come una colomba e mite come un'agnella partecipi agli empi misteri di quella turba maledetta che nei sotterranei esercita incantesimi e medita vendette?... Oh, no, non è vero, dimmi che non è vero. CECILIA - I cristiani commettono tali orrori? Ascolta qual'è la nostra fede: Adorare un Dio solo onnipotente e buono che ci ama e perdona i nostri falli se a Lui ci rivolgiamo fiduciosi e pentiti. Amar Dio sopra tutte le cose ed offrirGli le nostre pene per esserne consolati; amare il prossimo come noi stessi e far del bene anche a chi ci fa del male; perdonare i nostri nemici come li perdonò Gesù sulla croce. Ecco Gesù... (mostrando un Crocifisso) quel Gesù che si fece crocifiggere per salvarci, che ci insegnò ad amar tutti come fratelli, che ogni giorno scende sull'Altare per stare ancora e sempre in mezzo a noi. VALERIANO - E' bella la tua dottrina, ma... preferisco la mia. Io credo che esiste una forza che governa il mondo; ma non credo necessaria adorarla perchè è una forza cieca... Sono felice di vivere tra i fasti della Roma imperiale e i godimenti dei giochi e dei circhi e non domando altro. CECILIA - Sei tu veramente convinto che solo una forza bruta abbia creato tante melezze? No, non una forza cieca, ma un Dio grande e buono che ci fa sentire il desiderio ardente di elevare il nostro spirito verso mete sempre più alte. Sei veramente felice? Le ricchezze, la gloria, pag. 12
il fasto... danno una illusione di felicità, perchè la vita non è fine a sé stessa... Noi dobbiamo vivere per un godimento più grande... per la vita eterna. VALERIANO - Le tue parole mi toccano il cuore; ma io non potrò mai rinnegare il passato e rinunziare alle gioie che mi offre la vita. CECILIA - Si che lo puoi, è buono Iddio. VALERIANO - No, non posso. CECILIA - Non puoi perchè non vuoi... Ebbene io ti sposerò a una sola condizione: devi promettermi di abbracciare la dottrina cristiana. VALERIANO - Proverò dopo, quando saremo sposi e tu mi avrai insegnato quella dottrina... CECILIA - No, ora, non ti lascerò andare se prima non mi avrai promesso ciò che ardentemente desidero. VALERIANO - Ma io non so pregare. CECILIA - Dio ti aiuterà, prega con me: (giungendo le mani in atto di preghiera) Dio mio. VALERIANO - Dio mio. CECILIA - Datemi lume per conoscervi. VALERIANO - Datemi lume per conoscervi. CECILIA - Grazia per amarvi. VALERIANO - Grazia per amarvi. CECILIA - Forza per servirvi. VALERIANO - Forza per servirvi. Fine del primo atto pag. 13
ATTO SECONDO Un ampio locale della casa di Valeriano. In fondo un simulacro di Venere davanti a cui arde un braciere. SCENA PRIMA VALERIANO, ALCINA, danzatrici Alcina offre a Venere dell'incenso mentre le danzatrici eseguono una danza, poi escono tutte. Valeriano che era rimasto in disparte assorto nei suoi pensieri si scuote e dice: VALERIANO - Quale strano potere hanno in me le parole di Cecilia! Ho la sensazione che una forza arcana si sia impadronita del mio essere; che una mano invisibile mi attiri verso quelle dottrine misteriose. Qualche cosa di soprannaturale avviene in me... Sublime potenza del Dio di Cecilia! Ho sempre creduto che tutto dovesse aver fine con la morte, ora invece... sento che ho un'anima immortale... un'anima che ha sete di luce e di bellezza... E la dottrina di Cristo...! Perdonare i nemici, amare tutti come fratelli. Oh, è bella tale dottrina! Sì, è bella... Sono stato sempre assetato di vendetta e credevo di essere felice esercitandola; ora... sono davvero felice allorché riesco a dimenticare le offese o quando dico una parola buona. Amare e perdonare... pag. 14
Ora comprendo finalmente perchè i nostri imperatori si sono accaniti per ben quattro volte a perseguitare i cristiani!... la dottrina di quei giusti è contraria a tutte le leggi dell'impero basate sull'odio e sulla vendetta; sulla distinzione di classe e sulla più triste schiavitù. All'imperatore non è certo gradito l'essere paragonato al Messia apportatore di pace e di amore fra gli uomini... (si avvicina al simulacro di Venere) Oh Venere! Quanto sciocco sono stato sacrificando a te che con gli altri dei dell'Olimpo assecondi gli uomini nelle loro iniquità. Questo seggio non ti appartiene (la scaglia a terra con furore) . L'incenso va offerto all'unico vero Dio creatore del mondo; a quel Dio onnipotente e giusto di cui mi parla Cecilia... Sì, sarò cristiano e, se l'imperatore ordinerà una quinta persecuzione, sarò martire di Gesù... Cecilia, lo giuro per te... ALCINA - (inchinandosi) Nobile signore una missiva per te. (consegna la missiva) VALERIANO - Chi l'ha portata? (l'apre e legge) ALCINA - Un messo dell'imperatore. VALERIANO - Siedi Alcina. (Alcina siede per terra) No, no, qui (mostrandole uno sgabello, poi vedendo la catena di schiavitù alle caviglie della ragazza la strappa dicendo:) via, via questa barbara catena. Perdonami Alcina se molto spesso ti ho fatto del male. ALCINA - Io sono sempre la tua umile ancella. VALERIANO - Tu sei la mia buona sorella (termina di leggere la missiva) . L'imperatore mi invita all'anfiteatro per questa sera; ci sarà una lotta fra gladiatori. Io non andrò, scriverò il mio rifiuto (siede e scrive, poi ad Alcina) Manda questa missiva all'imperatore (gliela consegna) . ALCINA - Manderò Lucilla. (esce) pag. 15
SCENA SECONDA VALERIANO solo VALERIANO - Il mio rifiuto gli dispiacerà; ha sempre avuto per me della benevolenza; siamo stati compagni nella nostra vita disordinata... ma ora... voglio vivere diversamente. Ah, Cecilia! Quante rinunzie per te!
SCENA TERZA VALERIANO e CECILIA CECILIA - (che ha sentito le ultime parole di Valeriano) Grazie mio buon fratello. Alcina mi ha detto or ora che tu l'hai chiamata sorella e le hai chiesto perdono; mi ha mostrato la catena infranta. Piangeva di gioia, poverina! Il Signore ti benedirà e scenderà nel tuo cuore con la Sua santa grazia. VALERIANO - E' merito tuo. (Cecilia canta l'inno al Signore accompagnandosi al cembalo. Valeriano l'ascolta prima in piedi, commosso, poi, estasiato dalla dolce melodia, piega le ginocchia e piange). CECILIA Inno al Signore Dio onnipotente, dolce Signore, ascolta benigno l'umile ancella che ti supplica pel peccatore. Dal Tuo trono di misericordia sii clemente, o Padre buono, con chi Ti perseguita, con chi Ti ignora. Al cieco illumina il retto sentiero, al naufrago mostra la smarrita via; fa che anch'essi possan un dì riposare nella Tua beata gloria infinita. (cessato il canto Valeriano si scuote e dice): pag. 16
VALERIANO - Quale arcana potenza hanno le tue melodie! Ho pianto io che non sapevo che cosa significasse versare lacrime. Ho sentito, mentre tu cantavi, che una pace celestiale scendeva nel mio cuore; che una mano lieve lieve si posava sul mio capo... Una dolcezza infinita pervade tutto il mio essere... Grazie, Cecilia. CECILIA - Ringrazia il nostro Dio che ti ha fatto dono della Sua grazia. Anche io Lo ringrazio, perchè ha dato a me, povera figlia Sua, una gioia che supera e vince tutte le gioie terrene. VALERIANO - Dio... vorrei almeno vederlo, sentirlo... CECILIA - Dio è nell'immensità del creato, nello scintillio delle stelle in un cielo sereno, nel gorgoglio di un ruscello che scorre tra monti e valli; è nel canto melodioso degli uccelli come nelle onde impetuose di un mare in tempesta o nella bufera che tutto annienta e travolge... Dio è la forza misteriosa che ti ha fatto piangere; è la mano che si è posata sul tuo capo a benedirti, sul tuo cuore a carezzarti; è la stessa dolcezza che senti ora nell'animo tuo... Valeriano, adora il mio Dio. Dimmi che sarai Suo per la vita. VALERIANO - Abbraccerò la tua fede e farò ciò che desideri quando avrò visto l'Angelo del Signore che ti custodisce. CECILIA - Non potrai vedere l'Angelo senza aver ricevuto il battesimo. Recati dal Santo Vescovo Urbano, megalo che ti istruisca nella dottrina cristiana e ti battezzi; poi... se piacerà al Signore, lo vedrai. VALERIANO - Corro subito dal Vescovo... Desidero tanto conoscere il tuo Dio. Salve, Cecilia. (esce) pag. 17
SCENA QUARTA CECILIA e LUCILLA (Cecilia canta l'inno alla Vergine come nel primo atto. Lucilla entra e l'ascolta in disparte, poi, quando cessa il canto, si avvicina, saluta e dice con tristezza). LUCILLA - Cecilia, ho da comunicarti una ben dolorosa notizia: l'Imperatore ha ordinato una quinta persecuzione dei cristiani. CECILIA - Il Signore vuol metterci alla prova. Chiama Citera, Lia ed Alcina (Lucilla esce e torna con le su nominate) .
SCENA QUINTA CECILIA e dette CECILIA - Sorelle mie, desidero che tutte riceviate il battesimo nello stesso giorno in cui lo riceverà Valeriano; affronterete con maggior forza e più rassegnazione le prove che il Signore attende da voi. Le catacombe sono rispettate; lì potrete pregare. (si avvicina al tavolo e scrive) CITERA - Noi siamo pronte a tutto. LIA - Sarà questo il più bel giorno per noi, perchè entreremo a far parte della famiglia cristiana. CECILIA - (consegnando un foglio) Recate questa missiva al Santo Vescovo Urbano. Che Iddio vi assista, andate. (le schiave escono)
SCENA SESTA CECILIA, un ANGELO, poi VALERIANO Cecilia prega mentre si odono in lontananza soavi accenti di una musica celestiale; poi la melodia si ode più distintamente e tra un vivido pag. 18
raggio di luce appare un Angelo che reca due corone di rose e gigli. Cecilia cade in ginocchio. Valeriano che ritorna dall'aver ricevuto il battesimo, si ferma a contemplare la dolce visione... L'Angelo lentamente scompare, la musica tace, Cecilia si scuote e si alza alle prime parole di Valeriano. VALERIANO - Come sono felice! Quale pace celestiale è scesa nell'animo mio! Oh, è immensamente buono Iddio se è stato così misericordioso con me: Egli mi ha fatto capire, per mezzo del Suo Angelo, che una corona mi aspetta lassù, in cielo; se saprò meritarla; ed io prometto di servirLo ed amarLo con tutte le forze di cui sono capace; sacrificherò con entusiasmo la vita per Lui. CECILIA - Grazie, mio Dio, ora, se Tu mi chiami, morirò tranquilla.
SCENA SETTIMA CITERA e detti CITERA - (entra ansante) Non è stato possibile penetrare nelle catacombe. I legionari le hanno violate. Vi entrano, a viva forza ne strappano i cristiani, li trascinano all'aperto e li uccidono lasciando i loro corpi abbandonati sulla pubblica via. Che pena, mio Dio!... VALERIANO - Corro a seppellire i miei poveri fratelli. Tiburzio che ha ricevuto con me il battesimo, mi aiuterà certamente. Cecilia addio. CECILIA - Addio Valeriano, che il Signore benedica e guidi la tua santa opera. (Valeriano esce) pag. 19
SCENA OTTAVA CECILIA e VOLUMNIA LIA - (inchinandosi annunzia) La nobile Volumnia. (esce) CECILIA - (andando incontro alla madre) Madre mia sono lieta di vederti... qui. VOLUMNIA - (abbracciando la figlia) Cecilia, tu sai quanto ti amo... ascoltami una buona volta... Rinnega la tua dottrina se non vuoi subire il martirio dandomi così un immenso dolore. Hai saputo dell'editto di Settimio Severo? Una quinta persecuzione!... CECILIA - Se mi vuoi veramente bene, madre mia, abbandona i tuoi falsi dei e vieni ad accrescere l'eletta schiera dei cristiani; solo così non avrai più paura della mia e della tua morte, perchè saprai che l'anima è immortale e che in un altro mondo più bello e più luminoso ci riuniremo per non lasciarci mai più in eterno... Anche Valeriano è cristiano; è stato battezzato oggi insieme al fratello Tiburzio. VOLUMNIA - Ma allora questo tuo Dio è davvero onnipotente! CECILIA - Promettimi che sarai cristiana; è tua figlia che te lo chiede in ginocchio (s'inginocchia) . VOLUMNIA - (fa per sollevarla) Ora no, non posso... chi sa... più in là... forse...
SCENA NONA LUCILLA e detti LUCILLA - (irrompe sulla scena) Cecilia, il tuo sposo è stato catturato mentre seppelliva nelle catacombe i corpi dei nostri poveri fratelli uccisi ed abbandonati sulla pubblica via. Egli e Triburzio pag. 20
sono stati condotti davanti al preside Almachio, il quale li ha invitati a rinnegare Gesù per aver salva la vita. Essi sono rimasti incrollabili nella loro fede e Almachio... CECILIA - Li ha condannati a morte? LUCILLA - (con tristezza) Sì, sono stati decapitati. Valeriano ha pregato il Padre Celeste di perdonare i suoi carnefici come lui perdonava. Era sereno; sul suo viso traspariva un'intima gioia e, prima di poggiare il capo sul ceppo, ha detto: «Cecilia ti precedo nella gloria del paradiso ove il sacro vincolo del nostro amore purissimo si rinsalderà ancor più e durerà in eterno». CECILIA - Mio buon Valeriano sono contenta e spero di raggiungerti presto. LUCILLA - Almachio vuole che tutti i beni del tuo sposo siano consegnati all'imperatore. CECILIA - No, mai, i beni di Valeriano appartengono ai nostri fratelli poveri; venderò tutto e ne distribuirò ad essi il ricavato. (Lucilla esce)
SCENA DECIMA VOLUMNIA e CECILIA VOLUMNIA - Questo tuo gesto decreterà la tua morte, lo prevedo... Almachio ti condannerà certamente. CECILIA - Sarò martire di Gesù. E' ciò che più ardentemente desidero.
SCENA UNDICESIMA ALCINA, CITERA, LIA e dette (Le schiave compaiono dal fondo e scorgendo Volumnia fanno per ritirarsi). CECILIA - Venite avanti, mi è caro trattenermi con voi... Anche la madre mia vi ama ora. (rivolgen- pag. 21
dosi alla madre) E' vero?. (Volumnia fa un cenno affermathio col capo). CITERA - Chi sa quando potremo essere battezzate... Non voglio morire senza il battesimo. Non è poi giusto che mentre i nostri poveri fratelli colpevoli solo di amare Dio e servirlo degnamente cadono sotto la scure del carnefice noi stiamo qui inoperose. LIA - Si, Cecilia permettici di continuare l'opera santa intrapresa da Valeriano e, se anche noi saremo giustiziate, avremo il premio che tanto speriamo. ALCINA - Deve essere supremamente bello morire per Gesù. VOLUMNIA - Com'è strano... giovanette si piene di vita desiderano morire per il loro Dio. Mistero... CECILIA - Non sarà più un mistero per te, madre mia, se abbraccerai la nostra fede. Quella forza ci viene dall'Alto.
SCENA DODICESIMA Un legionario, due littori e dette SIMONE - Il prefetto mi ha ordinato, nobile Cecilia, di chiuderti nella tua stanza da bagno e lasciarti morire lì, vittima dei carboni ardenti. (Volumnia e le schiave non possono trattenere la commozione a tale annunzio e danno sfogo alle lacrime) Hai privato l'impero dei beni di Valeriano, tuo sposo, e ti sei condannata. CECILIA - Ubbidisco agli ordini del sommo Almachio (alle schiave) . E voi perchè state lì a piangere? Recatevi dal Vescovo per il battesimo (le ragazze escono mentre Cecilia si avvia verso il suo destino. Volumnia in un impeto di amore e di dolore abbraccia disperatamente la figlia e dice): pag. 22
VOLUMNIA - No, no, non è possibile. CECILIA - (svincolandosi dolcemente) Non rattristarti, madre mia, ricordati qual'è il mio più vivo desiderio: morirò serena se avrò la certezza che tu sarai cristiana. Addio. (Simone bruscamente la spinge verso una porta laterale. Volumnia cade in ginocchio, protende le braccia verso quella porta e dice): VOLUMNIA - Perdonami, figlia mia, Sì, sarò cristiana... per te... Fine del secondo atto pag. 23
ATTO TERZO La scena del secondo atto
SCENA PRIMA Il legionario e i littori Simone ha tra le mani una scure, i littori il fascio littorio come nel II atto. SIMONE - Dopo un giorno e una notte ho trovato la pecorella più viva di prima. Sarà una strega costei, certamente... Ma ora con questo ferro!... Almachio mi ha ordinato di mozzarle il capo con tre colpi di scure. Sentirà, sentirà che bei colpi... Voglio proprio vedere se il suo Dio verrà a salvarla (si dirige sghignazzando verso la stanza da bagno seguito dai littori) .
SCENA SECONDA LUCILLA, CITERA, ALCINA, LIA, poi i littori e SIMONE Le fanciulle tornano dall'aver ricevuto il battesimo; sono vestite di bianco, avvolte in un candido velo. CITERA - Il rito da sì lungo tempo agognato è compiuto. Gesù è con noi... Purtroppo però questo giorno così bello è offuscato da una nube: Cecilia... Dove sarà? E' morta? Povera, cara Cecilia ! pag. 24
Come sarebbe felice saperci battezzate; lo desiderava tanto... ALCINA - Non compangiamola, ella è in cielo ora, preghiamola affinchè ci renda buone e ferventi cristiane per raggiungerla un giorno. LUCILLA - Sì, sì, preghiamo (s'inginocchiano) . LIA - (tendendo l'orecchio) Sorelle, sentite questi colpi? Che sarà mai? (si levano in piedi spaventate mentre irrompono in mezzo a loro i littori e Simone) . LUCILLA - (Intuendo ciò che è accaduto si dirige verso la stanza da bagno - seguita dalle compagne - invocando Cecilia) .
SCENA TERZA SIMONE SIMONE - (butta via la scure e dice emozionato) Tremo ancora... Quell'Angelo!... E' morta?... con tre colpi di scure non son riuscito a mozzarle il capo... Che sia veramente protetta dal suo Dio? Questi benedetti cristiani con le loro dottrine misteriose cominciano a farmi pensare... (esce con i littori) .
SCENA QUARTA Le schiave e CECILIA Le fanciulle recano una barella su cui è distesa Cecilia; ha il viso esangue e il collo segnato da una profonda ferita. LUCILLA - (con tristezza) Cecilia non lasciarci, abbiamo ancora tanto bisogno della tua santa parola. CECILIA - (con un fil di voce) Sono sommamente beata... Fra poco salirò al Cielo per raggiungere Valeriano e partecipare con lui al tripudio pag. 25
dei martiri e dei santi intorno al trono di Dio. Vedo che avete ricevuto il battesimo... Come siete splendenti nel candido vestito delle spose di Gesù!... Una luce nuova brilla nei vostri occhi sereni... Ditemi ora quale nome avete preso... TUTTE - Maria. CECILIA - Oh, Maria, madre nostra... Invocatela sempre... Ella vi assisterà, vi aiuterà ad essere buone... Non accogliete mai nel vostro cuore l'odio, il desiderio di vendetta, ma soltanto l'amore che dona le gioie più pure... La vostra mano si stenda soccorrevole a chi ha bisogno di aiuto... Amate tutto e tutti, perchè solo dall'amore può venirvi quella serenità a cui certamente agognate... Io benedico e perdono coloro che hanno abbreviata la mia vita, perchè più presto sarò fatta partecipe delle glorie del Signore... Ho una gran pena per coloro che incrudeliscono contro di noi... nel loro cuore non vi è la grazia di Dio... Dall'alto pregherò affinchè Egli, Padre di misericordia, li renda buoni... e faccia scendere anche sul loro capo la Sua celeste benedizione... SCENA QUINTA Il Vescovo URBANO e dette URBANO - Oh, Cecilia! mia sorella nel Signore, dimmi che cosa desideri da un povero vescovo tu che fra poco andrai a rendere più fulgente la corona dei martiri di Gesù. CECILIA - Padre santo, il Signore ha esaudito la mia umile preghiera concedendomi la grazia di rimanere ancora in vita per potervi parlare: Desidero che questa mia casa venga trasformata in una chiesa e che tra le sue sacre pareti echeggino per tutti i secoli venturi canti pag. 26
inneggianti a Gesù ed a Maria nostra madre... Prego poi di alienare tutti i miei beni e distribuirne il ricavato ai poveri... URBANO - Il tuo pio desiderio sarà adempiuto; e tu dal cielo prega per noi che speriamo di portare presto a Dio padre la palma del nostro martirio e cantare in eterno le Sue lodi. CECILIA - (con un fil di voce) Beneditemi, Padre. (Il Vescovo alza la mano a benedire, ella china il capo e muore. Urbano s'inginocchia imitato dalle ragazze).
SCENA SESTA VOLUMNIA, fanciulle , Angeli Entrano le giovanette con lampade accese e cestini colmi di fiori; le segue Volumnia in gramaglie, reca una palma che depone sulla bara, poi bacia la figlia, s'inginocchia e dice: VOLUMNIA - Addio, Cecilia, ci rivedremo in Cielo, il tuo Dio ha chiamato anche me. (bacia ancora la Martire e piange silenziosamente). Coro di fanciulle O candido giglio, di Gesù sposa diletta Il Signor premiato ha già il lungo tuo martir. Tu dal Ciel volgi a noi lo sguardo. Tu ci guida, ci sprona, ci assista; fa che un giorno con gli Angeli in coro canterem le tue lodi, o Cecilia. VOLUMNIA - Figlia santa prega per noi. Coro angelico Siam messaggeri dal Cielo discesi per scortarti a Dio Padre, o Cecilia. pag. 27
Tu dei Santi la più fulgida stella, Tu dei Martiri la più cara a Gesù. Di rose e gigli una corona splendente quale aureola di martirio e bontà, sul tuo capo Iddio poserà. VOLUMNIA - Per noi prega. Annunziati da squilli di tromba e da una luce più viva appaiono due Angeli; uno reca una corona di rose e gigli, l'altro un pentagramma. Si dispongono a destra e a sinistra della porta in fondo nel cui vano appare Valeriano: ha il capo cinto da una corona di rose, tra le braccia una palma, gli occhi rivolti al cielo. Il coro degli Angeli si sente ora più distinta- mente e quando tace le giovanette dicono per tre volte: Gloria al Signor... Gloria al Signor... Gloria al Signor... Squilli di tromba... pioggia di fiori... Cala lentamente la tela FINE pag. 28
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