ITALIA _MONUMENTO _AL _MILITE _IGNOTOIL VITTORIANO
Nato Come Monumento in onore del Primo Re d' Italia Vittorio Emanuele II
IL PROGETTO Concepito da Giuseppe Sacconi ( Montalto delle Marche , 5 luglio 1854 – Pistoia , 23 settembre 1905 ) e decorato dallo scultore Angelo Zanelli, l'Altare della Patria accolse il 4 Novembre 1921 la Tomba del Milite Ignoto
PRIMO PROGETTO DEL MONUMENTO
Il progetto di Giuseppe Sacconi risultato vincitore nel concorso del 1882 prevedeva nella zona centrale, ovvero nel primo terrazzamento, un'edicola con La Dea Roma e ai suoi due rilievi figurati. A quest'altezza i due rilievi, come tutto l'apparato decorativo del Vittoriano, dovevano avere un soggetto storico, ovvero ispirato alle vicende risorgimentali e in particolare alla risoluzione della ‘questione romana ' . L'idea dell'Altare della Patria Giuseppe Sacconi pensa di trasformare la zona centrale in un grande altare laico dedicato alla nazione e ai suoi valori Dall'impostazione storica all'allegorica Giuseppe Sacconi, nominato alla fine del 1884 direttore dei lavori del Vittoriano, si trovò ben presto dinanzi a una serie di difficoltà, che lo obbligarono a intervenire pesantemente sul progetto emerso vincitore pochi mesi prima.
Questa fase di ripensamento investì anche il programma iconografico dei rilievi. Messa da parte l'idea delle raffigurazioni storiche d'ispirazione risorgimentale, Sacconi pensò piuttosto a un programma d'impianto allegorico. Il cambio di rotta era già chiaro nel progetto presentato in occasione della visita al cantiere di Umberto I, avvenuta il 4 giugno 1890.
Una nuova funzione per la zona centrale Giuseppe Sacconi nel riflettere sulle funzioni della zona centrale e sull'apparato decorativo giunse all'idea di farne un Altare della Patria. All'origine vi era il modello francese degli “autels de la Patrie” (Altari della Patria) : caratteristici della Francia di epoca rivoluzionaria – il primo risaliva al 1792 – gli oltre 36.000 “autels” rappresentavano simboli della nazione e dei suoi valori, rigorosamente civili e laici.
LA MORTE DI VITTORIO EMANUELE II LA TUMULAZIONE NEL PANTHEON
Il 9 gennaio 1878 morì di polmonite, al Palazzo del Quirinale, a 58 anni, Vittorio Emanuele II di Savoia, primo Re d'Italia. Invece fu Francesco Crispi, il Ministro degli Interni, a proporre il Pantheon, per ragioni patriottiche, politiche e per il sentimento popolare. Vittorio Emanuele II doveva rimanere infatti a Roma, la nuova Capitale del Regno, la scelta del Pantheon soddisfò anche il nuovo Re Umberto I, che era d'accordo che il padre rimanesse a Roma, a condizione che fosse sepolto in una chiesa, che non fosse una Basilica Papale.
ADDOBBI FUNEBRI AL PANTHEON
All'interno si trovava il maestoso catafalco: sopra una gradinata, su cui posavano quattro leoni agli angoli, si trovava un basamento di granito orientale, adorno di festoni con nastri pendenti dalla bocca di protomi leonine, intorno si ergevano quattordici candelabri di bronzo, sopra basi di porfido, sul basamento si trovava un piedistallo in giallo antico, su cui erano posti altri dodici candelabri. Sulla fronte anteriore del piedistallo era collocata un aquila in rilievo, con lo stemma di Savoia negli artigli. Due grandi statue, che raffiguravano le principali virtù del re, tenevano i lembi di un drappo di velluto cremisi con scritto V E, su cui era posta una enorme Corona Reale. Sull'attico l'illuminazione scenografica era ottenuta con 140 lampade a gas, poste nei lacunari della cupola, sopra le quali si trovavano gli stemmi delle principali città Italiane. La cupola era rivestita da un un velo fiammeggiante di grandi stelle, poste in cinque giri, culminante nella Stella d'Italia, in corrispondenza dell'oculo. Per per la realizzazione definitiva della tomba del Re bisognerà aspettare il 1888, anno in cui fu inaugurata, sul progetto di Manfredo Manfredi.
LA DECORAZIONE DEL NUOVO PROGETTO I lavori dell' Altare della Patria ormai erano a buon punto e bisognava provvedere ai decori da inserire sulle facciate del nuovo progetto, cosa questa non facile, data la grandezza e maestosità del monumento, pertanto si pensò di bandire un concorso specifico per risolvere questo dilemma . Il Concorso del 1908 Fra molte incertezze, la decorazione del futuro Altare della Patria prende il via Nel giugno 1908, quando la direzione artistica del Vittoriano era ormai affidata al triumvirato di architetti costituito da Gaetano Koch (1849-1910), Manfredo Manfredi (1859 - 1927) e Pio Piacentini (1846 -1928), uscì il concorso per la decorazione scultorea della zona centrale del Vittoriano. Nonostante le precise volontà di Sacconi, il dibattito sulla sua funzione di Altare della Patria e i soggetti da realizzarvi era proseguito, quasi sempre accompagnato da polemiche.
29 Gennaio 1986 DEMOLIZIONE DEL VITTORIANO Modernità oppure Defascistizzazione Mascherata ?
IL Messaggero 29 Gennaio 1986 Questo argomento è trattato più approfonditamente nel capitolo relativo al Milite Ignoto
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