La Disfatta di Adua

 

COME _ FU _POSSIBILE _?

La battaglia di Adua (1º marzo 1896) rappresenta uno dei più importanti eventi della storia coloniale :

fu la prima volta che un esercito africano sconfisse in campo aperto un esercito europeo moderno, arrestando il tentativo italiano di trasformare l'Etiopia in un protettorato.

 

Attenzione alla " grafica " del Giornale dell' Epoca

 

Ménélik non era armato con lance e scudi come rappresentato nella stampa del giornale, quasi a ridicolizzare la sconfitta dei soldati Italiani, ma era ben equipaggiato di armi che gli furono fornite da diverse Nazioni, tra cui paradossalmente anche la stessa Italia .

La posizione di partenza del corpo di Operazione

Enticciò alle pendeci del Monte Momonìa

L'Italia

( paradossalmente il principale fornitore iniziale )

È forse l'aspetto più sorprendente.

Negli anni Ottanta dell'Ottocento l'Italia vedeva Menelik, allora re dello Scioa, come un possibile alleato contro gli altri pretendenti al trono etiope.

Per questo gli fornì :

  • migliaia di fucili Vetterli;
  • munizioni;
  • denaro;
  • appoggi diplomatici.

Lo scopo era creare un sovrano favorevole agli interessi italiani nel Corno d'Africa e ottenere un protettorato sull'Etiopia tramite il Trattato di Uccialli (1889) .

Quando Menelik comprese che la versione italiana del trattato lo trasformava, di fatto, in un sovrano sotto tutela italiana, denunciò l'accordo e si preparò alla guerra... usando anche le armi acquistate proprio dagli italiani.

 

Perché le potenze europee vendevano armi all'Etiopia ?

La risposta sta nella politica internazionale dell'epoca.

Nessuna grande potenza europea desiderava che l'Italia , arrivata tardi alla corsa coloniale, diventasse troppo forte nel Mar Rosso.

Perciò :

  • la Francia voleva contenere l'Italia;
  • la Russia voleva aumentare la propria influenza;
  • commercianti europei erano interessati ai profitti della vendita di armi;
  • molte forniture avvennero prima che fosse chiaro che sarebbe scoppiata una guerra aperta.

L'Italia, inoltre, aveva inizialmente contribuito al rafforzamento di Menelik pensando di poterlo controllare diplomaticamente. Questo si rivelò un grave errore strategico.

Quanto furono decisive queste armi ?

Moltissimo, ma non furono l'unica ragione della vittoria.

Gli storici concordano nell'indicare quattro fattori decisivi:

  1. superiorità numerica etiope (oltre 100.000 uomini contro circa 17.000 italiani);
  2. buon livello di armamento moderno , comparabile a quello italiano;
  3. eccellente coordinamento dei ras sotto il comando di Menelik II;
  4. gravi errori tattici e logistici del generale Oreste Baratieri, aggravati da mappe inadeguate e dalla dispersione delle colonne italiane.

( vedasi il successivo capitolo per i dettagli del punto (4) )

PER APPROFONDIMENTI PIU' MILITARI SI CONSIGLIA

Adua - I perchè di una sconfitta

Giuseppe Governale (*)

(*) - Colonnello t.SG dei Carabinieri, Capo Ufficio Legale del Comando Operativo di Vertice Interforze.

ESTRATTO

Non è questa la sede per un'analisi generale della situazione politico-sociale che, in ogni caso, finì per ripercuotersi sui fatti che caratterizzarono la crescita dello Stato nazionale negli ultimi vent'anni del 1800, ma occorre almeno soffermarsi sull'organizzazione del vertice politico-militare delle Forze armate ita-liane per comprendere quali fossero, a quei tempi, le reali circostanze in cui si mossero i protagonisti di Dogali, Agordat, Amba Alagi, Makallè ed Adua (1), in modo da consentire alcune osservazioni ed ammaestramenti, sempre attuali e pertanto indubbiamente utili, anche alla luce del crescente impegno dello strumento militare nazionale nelle missioni “fuori area”.
La prima considerazione è che, negli anni '80, parallelamente all'esaltazione politica di Crispi per Bismarck, il nostro giovane esercito passò bruscamente dalla infatuazione per tutto quello che era francese, ad una nuova passione, quella prussiana.
La sconfitta di Sedan del 1870 aveva di un colpo annientato uno dei punti fermi su cui si fondava la dottrina del nostro esercito: quello cioè dell'invincibilità delle armate transalpine.
Era il periodo della blitzkrieg, dei miracoli dell'organizzazione e della beatificazione del nuovo dio della guerra: il generale Von Moltke.
Era anche il periodo in cui, per la prima volta dopo l'unità d'Italia, un meridionale, il generale Luigi Mezzacapo veniva nominato Ministro della guerra. Veniva, così, infranta una regola non scritta che aveva accompagnato fino ad allora la vita del nuovo fragile Stato: quella cioè che la responsabilità del vertice militare fosse prerogativa dei piemontesi.
Non si trattò di un cambiamento puramente formale, in quanto esso accompagnò l'ingresso tra le file degli ufficiali di coloro che avevano prestato servizio negli Stati annessi al regno Sabaudo subito dopo il 1860.
Non si trattò, nemmeno, di un'inglobazione semplice e rapida perché, per molti anni, essi vennero sopportati dai “piemontesi” con graduata considerazione.
Infatti, mentre quelli che giungevano dalle ex province austriache e da Modena (da cui uscirono, tra gli altri, i generali Baldissera e Caneva) vennero visti con rispetto, soprattutto quelli di provenienza Borbonica furono generalmente ritenuti ufficiali da guardare con sufficienza e distacco.
La mancata integrazione discendeva anche dalla constatazione che chi aveva sudato nei campi di battaglia del Risorgimento venne a trovarsi non di rado con gli stessi gradi di chi invece aveva combattuto - sul fronte opposto -contro i garibaldini ed i piemontesi.

 

 

Queste immagini di sopra, associate alla pessima figura internazionale che l'Italia fece con la sconfitta di Adua, non passarono inosservate a Mussolini che, il 3 Ottobre 1935, quindi 40 anni dopo tale disfatta, volle punire l' Etiopia e lavare così l'onta subita dall' Italia .

Nasce così il 1° Maggio 1936 l' Impero Italiano

 

INIZIO INVASIONE DELL' ABISSINIA

3 Ottobre 1935

 

CRONOLOGIA

  • 3 ottobre 1935 : le truppe italiane, agli ordini del generale Emilio De Bono , attraversarono il fiume Mareb e il confine tra l' Eritrea e l' Etiopia senza una dichiarazione formale di guerra . Contemporaneamente, dal sud, le forze del generale Rodolfo Graziani avanzarono dalla Somalia Italiana .

La cronologia essenziale

  • 3 ottobre 1935 - inizio dell'invasione italiana dell'Abissinia.
  • 7 ottobre 1935 - la Società delle Nazioni dichiarò l'Italia Stato aggressore.
  • 18 novembre 1935 - entrarono in vigore le sanzioni economiche contro l'Italia.
  • 5 maggio 1936 - occupazione di Addis Abeba .
  • 9 maggio 1936 - Benito Mussolini proclamò la nascita dell'Impero italiano.
  • 14 luglio 1936 - terminano le sanzioni contro l' Italia

SANZIONI ECONOMICHE

Il 18 novembre 1935 il Regno d'Italia fu colpito dalle sanzioni economiche

Il 18 novembre 1935 il Regno d'Italia fu colpito dalle sanzioni economiche, approvate da 50 stati appartenenti alla Società delle Nazioni, con il solo voto contrario dell'Italia e l'astensione di Austria, Ungheria e Albania.

Le sanzioni risultarono inefficaci perché numerosi Paesi, pur avendone votato l'imposizione, continuarono a mantenere buoni rapporti con l'Italia, rifornendola di materie prime. 

Così, anche se provocarono notevoli danni all'economia nazionale (nel gennaio 1936 le esportazioni italiane diminuirono di quasi la metà e le importazioni di molto più di un terzo rispetto al gennaio 1935) le sanzioni non impedirono affatto al regime fascista  di portare a termine la sua impresa coloniale.

Addis Abeba fu occupata il 5 maggio del 1936. Il 30 giugno 1936 Hailé Selassié pronunciò davanti alla Società delle Nazioni un drammatico appello chiedendo agli Stati membri di non riconoscere la conquista italiana dell'Etiopia.

La proposta fu respinta e il 4 luglio la Società delle Nazioni decise di revocare le sanzioni economiche contro l'Italia.

Le sanzioni furono revocate il 4 luglio 1936 ed ebbero termine dal 15 luglio 1936.

 

MUSSOLINI CHIEDE AIUTO AGLI ITALIANI

18 DICEMBRE 1935

 

 

18 Dicembre 1935

 

 

 

 

In realtà se ne parla anche dopo il luglio 1936, cioè a sanzioni abolite

Le sanzioni furono revocate il 4 luglio 1936 , pochi mesi dopo la conquista dell'Etiopia.

Tuttavia, la campagna dell' "Oro alla Patria" non fu semplicemente interrotta , perché ormai aveva assunto un significato diverso.

Per il regime serviva a:

  • dimostrare la fedeltà degli italiani a Mussolini;
  • rafforzare il consenso al fascismo;
  • mostrare che il popolo era disposto a fare sacrifici per la nazione;
  • trasformare la raccolta dell'oro in un simbolo dell'unità nazionale.

 

In altre parole, l'emergenza economica fu il pretesto iniziale

ma il vero successo della campagna fu soprattutto propagandistico.

 

IL 1° Marzo 1936 sono trascorsi 40 anni dalla disfatta di Adua

LA COMMEMORAZIONE DEI CADUTI DEL 1896

2 Marzo 1936

 

 

VENGONO RITROVATI I VECCHI CANNONI

 

 

 

IL 1° Marzo 1936 sono trascorsi 40 anni dalla disfatta di Adua

LA COMMEMORAZIONE DEI CADUTI

Lunedì 2 Marzo 1936

 

IL 1° Marzo 1936 sono trascorsi 40 anni dalla disfatta di Adua

LA COMMEMORAZIONE DEI CADUTI

Martedì 3 Marzo 1936

 

5 Maggio 1936

Ormai gli Italiani hanno conquistato Addis Abeba

 

5 Maggio 1936

Nasce l' Impero Italiano

 

IL RISCATTO DI UNA NAZIONE UMILIATA NEL 1896

7 Maggio 1936

 

7 Maggio 1936

 

Ha inizio così la fase di " Riscatto " dell' Italia nei riguardi dell' Europa che tanto l' ha derisa dopo la disfatta di Adua .

Da questo momento in poi il " vortice della grandezza " trascina tutti in un prosieguo che porterà Mussolini ed i suoi consiglieri, a fare scelte di politica internazionale che si riveleranno disastrose.

Ma questa è un'altra storia

 

LE SANZIONI INIZIANO A VACILLARE

4 LUGLIO 1936

 

Vengono tolte le sanzioni economiche imposte il 18 novembre del 1935

16 Luglio 1936

 

 

15 Luglio 1936

 

13 Luglio 1936

L' Italia assume un ruolo importante nella politica europea

13 Luglio 1936

 

Per convincersi della forte considerazione in cui era tenuta l' Italia in questo momento Storico, si parta dalla cronaca completa del giorno 13 Luglio 1936

E' questo uno dei punti chiave con cui lèggere le future alleanze dell' Italia