ACQUISTO _DELLA_ BAIA_ DI_ ASSAB
 BAIA _DI _ASSAB _NEL _1889

Giuseppe Sapeto
L' intermediario per l' acquisto della Baia di Assab
Il 15 novembre 1869 l'esploratore Giuseppe Sapeto firmò per conto della società di navigazione genovese Rubattino un contratto per l'acquisto di un'area della baia di Assab, nell'odierna Eritrea.


Nel 1860, la Società di Navigazione Rubattino (fondata a Genova da Raffaele Rubattino) fu protagonista del Risorgimento .
I suoi piroscafi Piemonte e Lombardo furono segretamente noleggiati—o sequestrati—per la Spedizione dei Mille , salpando da Quarto la notte del 5 maggio e sbarcando a Marsala
Rubattino
«Fu protagonista del Risorgimento»
Storicamente la compagnia ebbe un ruolo importante in almeno due episodi:
- la spedizione di Carlo Pisacane (1857)
- la Spedizione dei Mille (1860)
Treccani afferma infatti:
«Delle sue navi si servirono sia Pisacane sia Garibaldi.»
Quindi definire la compagnia "protagonista del Risorgimento" è un giudizio interpretativo, ma non scorretto.
« Rubattino era amico di Cavour »
Le fonti non lo affermano esplicitamente.
Le fonti storiche mostrano che:
- Rubattino era un liberale moderato;
- aveva rapporti con il governo piemontese;
- collaborava frequentemente con il Regno di Sardegna.
Esistono inoltre documenti che mostrano una collaborazione politica fra Rubattino e Camillo Benso, conte di Cavour .
Ad esempio, dopo la partenza dei Mille, Rubattino protestò formalmente per il "furto" delle navi in accordo con Cavour, una mossa che consentiva di mantenere una copertura diplomatica.
« Fornì i suoi piroscafi Piemonte e Lombardo »
I due piroscafi erano effettivamente:
ed appartenevano alla compagnia Rubattino.
Lo conferma Treccani:
«I Mille partirono su due piroscafi, il Piemonte e il Lombardo, appartenenti alla compagnia Rubattino.»
Rubattino si adoperò
«per consentire la spedizione dei Mille guidata da Garibaldi»
Secondo la storiografia moderna:
- ufficialmente le navi risultarono "requisite" o "sottratte";
- in realtà è molto probabile che Rubattino fosse consapevole dell'operazione.
Il Dizionario Biografico degli Italiani (Treccani), una delle fonti più autorevoli sulla storia italiana, afferma:
«La tesi che Rubattino fosse all'oscuro dell'iniziativa pare poco credibile.»
e aggiunge che
« Garibaldi era legato a Rubattino da tempo da amicizia e condivisione delle idee. »
Questa è una precisazione importante.
In pratica:
- ufficialmente fu simulato un furto;
- molto probabilmente Rubattino acconsentì;
- dopo l'impresa ricevette anche un risarcimento di 1,2 milioni di lire per le navi impiegate.
 Lo scopo era quello di creare un porto di servizio e un deposito di carbone per le navi italiane affinchè non dovessero dipendere dagli inglesi ad Aden.
La proprietà dell'area passò ufficialmente allo Stato italiano nel 1882.
Nel 1890 fu istituita la colonia d'Eritrea, con Regio Decreto 1° Gennaio. Con l'apertura del canale di Suez nel novembre 1869 le grandi potenze europee iniziarono a guardare al Mar Rosso come nuova via verso le Indie.
Nel mentre la navigazione a vapore andava sempre più sostituendosi a quella a vela inducendo quindi le potenze marinare alla ricerca di nuovi approdi e rifornimento lungo la nuova rotta. La nuova via verso le Indie accorciava la durata del viaggio: agli inglesi, per esempio, da 26-28 giorni a 15.
Per i nuovi approdi l'Italia inizialmente pensò all'isola di Socotra nell'oceano Indiano davanti al Corno d'Africa (poi occupata nel 1876 dagli inglesi a tale scopo) ma vemne considerata inadatta. Gli inglesi, dal canto loro, avevano già approntato come scalo Aden, nell'attuale Yemen, che affacciava sull'omonimo golfo all'imboccatura del Mar Rosso, e una volta acquisito il primato non volevano certo perderlo. Sapeto aveva dismesso l'abito talare nel 1862 e non era certo quello che potremmo definire uno stinco di santo: di imprese simili ne aveva già portate a termine sotto la bandiera francese grazie ad intese dirette con Napoleone III.
L'ex religioso, barba lunga e turbante, aveva già esposto un suo progetto coloniale nel 1866 alla Camera di Commercio di Genova e lo propagandò così tanto che riuscì nel 1869 a farsi ricevere da Re Vittorio Emanuele II il quale gli fece incontrare il giorno dopo il Ministro degli Esteri Menabrea ottenendo l'incarico di “scegliere il luogo più conveniente, sotto l'aspetto militare e commerciale, a stabilimento di colonia”.

© Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani SAPETO Giuseppe
 

MAPPA _DEL _ 1885

Baia di Assab in una Stampa dell' Epoca


STABILIMENTO_ ITALIANO_ DI_ ASSAB
Senza voler fare dietrologia, siccome tutto parte da Genova, sia l' intermediario sia la società di navigazione , società già presente per ben due volte in episodi Risorgimentali, Pisacane e Garibaldi, di cui il Cavour sicuramente era a conoscenza, potrebbe essere questa una strada di approfondimento della nascita della prima colonia Italiana in Africa .
 |