Tutto ebbe inizio in CIRENAICA ad Ottobre del 1911

RICORDIAMO AL LETTORE COME ERA CONSIDERATA L' AFRICA NEL 1816

( Stampa Francese - su rame del 1816 )

BARBARI

Considerazioni Prima di Proseguire

Per coloro che volessero collocare Storicamente i personaggi intervenuti in questa realizzazione del monumento ai caduti in un ambito " Fascista ", si ricorda a questi lettori che il Fascismo si affermerà gradatamente a partire dal 28 Ottobre del 1922, quindi ben otto anni dopo il 1914 .

Non risulta pertanto corretto Storicamente parlando, di " ingabbiare " l' Arch. Marcello Piacentini - lo Scult. Giuseppe Guastalla - il Poeta Gabriele D' Annunzio, in un contesto politico Fascista che ancora non esiste. Altra cosa invece sarà la loro eventuale e successiva adesione a tale Partito.

Si Legga Attentamente la Storia del Monumento ad Alberico Gentili realizzato dallo Scultore Giuseppe Guastalla, in tal modo si capirà anche il perché delle affermazioni sopra riportate.

DOPO QUESTE AFFERMAZIONI SE NON SEI IN ACCORDO SEI LIBERO DI :

 

INAUGURAZIONE DEL 1° MONUMENTO ITALIANO AI CADUTI NELLA GUERRA

Italo-Turca (1911-1912)

TRASCRIZIONE

Un monumento ai soldati caduti in Cirenaica

(Servizio part. del Corriere della Sera)

Bengasi, 31 gennaio 1915, ore 18.23

(U. T.) Oggi nel pomeriggio alla presenza del sottosegretario alle Colonie on. Mosca, del Governatore Ameglio, del generale Moccagatta, degli ufficiali, dei funzionari. delle notabilità italiane e indigene e di enorme folla, si è inaugurato alla Giuliana il monumento ai militari caduti in Cirenaica.

IL monumento, ideato dall' architetto Piacentini, sormontato da una superba vittoria scolpita dallo scultore Guastalla, è una bella opera d'arte che per fatica quasi esclusiva dei nastri soldati è sorta sulla penisola della Giuliana donde domina la spiaggia che vide io storico sbarco.

La cerimonia odierna, favorita da una giornata magnifica, riuscì veramente solenne. Il generale Ameglio e l'on. Mosca dissero acconcio parole. Il capitano Salomone pronunciò un patriottico discorso suscitando commozione e raccogliendo grandi applausi.

 

VISTA AEREA DEL MONUMENTO

Autore :  Servizio fotografico della Regia Aeronautica - Aviazione della Cirenaica  (attivo 1923-1945), fotografo principale

 

 

Ad egregie cose

l' animo riaccende

l' urne dei forti

( Ugo Foscolo )

Ricordiamo al lettore che siamo ben 7 anni prima della Marcia su Roma e della nascita ufficiale del Fascismo, questa osservazione serve per contestualizzare e comprendere il " Pensiero " ricorrente negli ambienti militari e Politici Italiani dell' epoca, contestualizzare e non giustificare .

La fonte di archivio delle notizie riportate in questo paragrafo proviene dalla pubblicazione

Storie di soldati
guardiamarina Mario Bianco
di Rinaldo Monella, pubblicata il 27 dicembre 2023

( www.combattentibergamaschi.it )

Chi erano i soldati da ricordare con il monumento inaugurato nel 1915

Il 2 ottobre 1911 la 2° Squadra Navale si dispiegò davanti al porto di Tripoli, col compito di
mantenere sicure le acque in vista del previsto sbarco del Corpo di spedizione italiano, impedendo
anche l’afflusso di rinforzi e rifornimenti dalla Turchia.

MAPPA BENGASI CIRENAICA

Il 4 ottobre proseguì lo smantellamento delle fortificazioni turche e il console tedesco Tilger
raggiunse la Benedetto Brin su una lancia, per richiedere un sollecito sbarco dato che in città, dopo
la partenza della guarnigione turca, erano cominciati episodi di saccheggio.

5 Ottobre 1911

( Fotografia fonte : www.combattentibergamaschi.it )

La mattina del 18 ottobre la squadra navale si presentò davanti alla città di Bengasi, capitale della
Cirenaica, il secondo più importante centro strategico dell’intera Libia dopo Tripoli.

 

Le truppe destinate all'azione erano il 4° ed il 63° Reggimento Fanteria (circa 4000 uomini),
supportati da reparti del genio e da 2 batterie di artiglieria da montagna. La guarnigione turca
contava solamente 450 uomini.

Il giorno successivo, dato che le intimazioni di resa non avevano avuto esito positivo, le navi
aprirono il fuoco alle 7:30, colpendo sia le fortificazioni turche di Berka e Castello che la spiaggia
di Punta della Giuliana, dove doveva avvenire lo sbarco.

Al comando di una squadra di marinai era stato posto Mario Bianco, cui erano stati affidati due
cannoni che furono portati a terra a viva forza
.

Prontamente fece piazzare dei pezzi d’artiglieria, tra cui i due cannoni sotto gli ordini del nostro
guardiamarina, per fermare le resistenze turche annidate nelle trincee. Improvvisamente,
l’avversario contrattaccò.

A ricordo della morte del guardiamarina Mario Bianco furono realizzate persino delle cartoline

Il giovane ufficiale si trovò accerchiato da un gruppo di turchi e arabi che
cavalcavano dromedari. Mentre dirigeva il fuoco dei suoi uomini e rispondeva egli medesimo a
colpi di pistola, fu colpito all’inguine da una pallottola.
Perdeva sangue ma non volle essere sorretto e continuò ad animare i suoi marinai.
Poco dopo il suo corpo fu visto riverso nella sabbia, con le gambe penzoloni nella fossa di una
trincea dove alcuni colpi delle mitragliatrici italiane avevavo abbattuto una ventina di arabi.

La guerra era iniziata da soli 20 giorni e Mario Bianco non c’era già più: fu il primo ufficiale
italiano caduto in quel conflitto.
Con lui persero la vita anche 6 marinai che vogliamo qui ricordare :
- Gianni Muzzo da Gallipoli (LE)
- Alfieri d’Alò da Taranto
- Giuseppe Carlini da Taranto
- Nicolò Grosso da Carloforte (CI)
- Salvatore Marceddu da Cagliari
- Giovanni De Filippis da Salerno

EROISMO DI MARIO BIANCO

La vicenda del guardiamarina Mario Bianco travalicò infatti i confini bergamaschi, alimentando
quel patriottismo romantico di cui abbiamo fatto cenno all’inizio.
L’idealizzazione del “giovine eroe” si deve ancora a Gabriele d’Annunzio il quale,
compose per il nostro guardiamarina un’ode, che chiamò

“ Canzone per Mario Bianco ”

Nel testo il poeta accostava il giovane ufficiale alla fanciulla Medea, figlia di
Bartolomeo Colleoni, poi lodava Bergamo che lo ebbe tra i suoi figli insieme al Colleoni ed a
Francesco Nullo, poi ancora faceva un cenno ai sei marinai caduti lo stesso giorno con lui.

GIOVINE, so che vuota è la tua tomba
là nella cerchia ove le primavere
della morte una candida colomba
reca, Medea nata del Condottiere
di bronzo, quella che i suoi rosei marmi
disfoglia come rose di verziere1.
Bergamo t’ebbe. Ma colui che parmi
ti sorridesse come ad un fanciullo
gentile, non l’adunco irto nell’armi
Colleoni, sì ben Francesco Nullo2
era, la buona lancia, il grande e fermo
alfier di Libertà, col viso brullo
ancóra delle fiamme di Palermo,
rotto dal piombo slavo il vasto petto
offerto alla Giustizia ultimo schermo.
……
Per Santa Barbara, alla prima romba
del mortaio, già, vigile tu eri;
e Gian Muzzo sonava la sua tromba.
Ed eran teco i primi cannonieri
della morte, i tuoi Sardi e i tuoi Pugliesi;
e tutti eran più bianchi e più leggeri.
Ave, Giovine. Gloria a te nei cieli,
gloria nei mari, gloria su la terra!

Gabriele D'Annunzio : da La Canzone di Mario Bianco,
in Laudi del cielo della terra del mare e degli eroi, Libro IV. Merope

IL MONUMENTO

Il Monumento ai Caduti di Bengasi, situato alla punta della Giuliana in Cirenaica (Libia), fu progettato dall'architetto Marcello Piacentini tra il 1912 e il 1914. Quest'opera rientrava nel contesto delle prime architetture italiane in Libia e celebrava i caduti della guerra italo-turca (1911-1912).