LA_MILIZIA_VOLONTARIA_SICUREZZA _NAZIONALE

M.V.S.N.

LA SUA FORMAZIONE

 

RIPRENDIAMO IL COMMENTO PRECEDENTE

(n.d.r.)

Mi sono sempre chiesto come sia stato possibile accettare da parte di una " Nazione ", anche se di giovane formazione, dai suoi Governi e dagli apparati Politici ufficiali, una situazione a dir poco paradossale, iniziata con semplici " formazioni politicizzate " che da sempre si sono contese a colpi di randellate e pistolettate una "leaderschip di governo" fino ad arrivare al 6 Ottobre 1922.

Perché la data del 6 Ottobre 1922 è importante ?

Innanzitutto perché siamo ormai ad un punto cruciale della vita Politica del Governo Facta, ma perché si osserva il culmine di quel "Paradosso" citato all'inizio di queste "osservazioni" in cui nella nostra Nazione si fronteggiano "Due Eserciti" , il primo, di tipo regolare, comandato da uno Stato Centrale, il secondo, passato inosservato fino ad ora, comandato dal "Popolo" o parte di esso.

Possibile che le osservazioni riportate in questo articolo del Corriere del 6 Otobre 1922 non se le sia mai poste nessuno a capo dei governi precedenti ?

QUALCUNO PERO' IL PROBLEMA LO EVIDENZIO' PUBBLICAMENTE

Le violenze del 1922 : Don Luigi Sturzo evidenziò come le azioni di forza del movimento fascista stessero distruggendo la vita democratica del Paese.

La lettera a Bonomi : Il 24 febbraio 1922 , il fondatore del Partito Popolare Italiano descrisse un clima di intimidazione diffusa che colpiva le organizzazioni popolari .

La reazione politica : Sturzo si oppose fermamente a ogni compromesso con il fascismo, subendo crescenti pressioni politiche fino alle dimissioni da segretario nel luglio 1923 e al successivo esilio.

Ovviamente Don Luigi Sturzo si riferiva allo "squadrismo fascista" che si era già da tempo organizzato per sottomettere e dirigere la politica dei partiti. Però nemmeno Don Luigi Sturzo poteva mai immaginare che lo " squadrismo fascista " sarebbe diventato di li a poco un vero e proprio esercito armato, parallelo all' esercito regolare.

 

Probabilmente la risposta al quesito precedente, cioè se mai nessuno prima del 6 Ottobre 1922 si fosse mai chiesto del perché di una presenza di questo " esercito ", parallelo a quello regolare, ma qui lasciamo il campo agli " Storici Veri " anche se alla luce degli eventi forse la risposta è un No ! . . . visto che due eserciti si fronteggiano per la conquista di Roma .

il No ! . . .

precedentemente esternato diventa " certezza storica " con la formazione della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (MVSN) , spesso citata impropriamente come difesa nazionale , un corpo armato e paramilitare del Partito Nazionale Fascista, istituito in Italia da Benito Mussolini il 1° febbraio 1923 e sciolto nel 1943 .

Fondata con il Regio Decreto n. 31 del 14 gennaio 1923 come "guardia armata della rivoluzione".

L'istituzione della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale (nota con l'acronimo MVSN) venne stabilita il 13 gennaio 1923 durante la prima riunione del Gran Consiglio del fascismo allo scopo di trasformare le squadre d'azione in un vero e proprio corpo.

Il 14 gennaio 1923 il re Vittorio Emanuele III firmò il decreto n. 31 che prevedeva, appunto, l'istituzione di tale corpo.

La Milizia volontaria per la sicurezza nazionale era agli ordini del capo del governo; provvedeva,

"in _concorso coi corpi armati per la sicurezza e con il Regio esercito, a mantenere all'interno l'ordine pubblico "

e preparava i cittadini "per la difesa degli interessi dell'Italia nel mondo" (art. 2).

Il reclutamento, volontario, riguardava gli appartenenti alla milizia fascista di età compresa tra i 17 e i 50 anni. All'entrata in vigore del decreto, il 1° febbraio 1923, furono proibite tutte le altre formazioni a carattere o inquadramento militare di qualsiasi tipo.

La Milizia era articolata in legioni, coorti, centurie, manipoli, squadre. Tre squadre formavano un manipolo, tre manipoli una centuria, tre centurie una coorte, tre coorti una legione. Ogni zona, in cui era diviso il territorio nazionale, comprendeva un numero variabile di legioni.

Gli ispettori di zona facevano capo a un Comando generale della Milizia.

Con il r.d. n. 1292 del 4 agosto 1924 la Milizia entrò a far parte delle forze armate e i suoi componenti giurarono fedeltà al re, mantenendo, comunque, la propria gerarchia.

COSA DICEVA L' ARTICOLO DEL 6 OTTOBRE 1922 _?

LEGGETELO ATTENTAMENTE

( L' articolo di giornale completo è nella cronologia della Marcia su Roma )

Corriere della Sera del 6 Ottobre 1922

( 22 giorni prima della Marcia su Roma )

ESTRATTO DAL CORRIERE DELLA SERA DEL 6 OTTOBRE 1922

TRASCRIZIONE INTEGRALE

La difesa dello Stato

Il giornale continua rilevando come ciò fosse superfluo, dopo che la politica credariana era già stata sufficientemente colpita e ferita con l'azione di Bolzano, e soggiunge:

«Non era necessario passare all'azione di Trento e mettere nel più grave imbarazzo i poteri costituiti, tra cui il glorioso esercito, i quali non possono abdicare senza conseguenze fatali per l'alto interesse nazionale alle proprie prerogative.»

Il Mondo ha poca fiducia che le parole di ammonimento rivolte ai fascisti possano essere ascoltate e sostiene che la salvezza deve venire dall'azione energica del Governo. Esso scrive:

«Noi non crediamo il Governo come un posto di comodi svaghi, non crediamo che sul tavolo di ogni ministro sia la bacchetta della onnipotenza, ma pensiamo che coloro cui è affidata la responsabilità della difesa dello Stato non possano perdersi in dubbiezze, né cullarsi in lusinghe. Affermiamo senz'altro che al Presidente del Consiglio e al ministro degli Interni, in primo luogo, come all'intero Gabinetto, debba essere lasciata la libertà, perché essi si sentano completamente di fronte alla loro responsabilità, piena e formidabile. Non possiamo giudicarli a priori, né per assolverli né per condannarli. In politica non contano che i risultati. Da questi attendiamo che siano precisati e affermati i meriti o gli errori degli uomini che reggono il Governo d'Italia. Ad essi e ad essi soltanto è affidata la difesa dello Stato: essi devono provvedere.»

Della stessa opinione è l' Epoca , la quale scrive:

«I ministri, tutti e ciascuno, devono sentire che non è possibile continuare a chiamarsi ministri se si accetta, non la discussione costituzionale, ma l'imposizione extralegale in materie delicatissime, che involgono tutta l'autorità statale nei suoi riflessi interni e internazionali. Il fascismo trionfa perché è un'energia di fronte ad una inerzia e si sviluppa in un paese che ha bisogno urgente di provvedimenti vigorosi e ha le tasche piene di belle parlate e promesse lungimiranti.»

Milizia fascista ed esercito

Un esame particolare di alcuni punti del regolamento della milizia fascista fa poi la Tribuna , la quale non crede che possa esistere, «tanto meno dentro i confini di un partito, un altro assoluto morale che equivalga o si sostituisca a quello su cui si basa l'esistenza dell'esercito nazionale». Il giornale prosegue:

« Basta pensare alla possibilità che questi due eserciti abbiano a trovarsi l'uno di fronte all'altro, non già nell'accomodamento e nelle transazioni di momentanee opportunità di polizia, ma per eseguire opposti ed inconciliabili mandati, perché sorga subito l'idea di un contrasto inconcepibile e la figura schietta della guerra civile.

Se il contrasto non dovesse verificarsi, ciò non potrebbe essere che a un solo patto: che l'uno o l'altro degli eserciti cessi di esistere.

Ed allora o l'esercito fascista sarà una cosa sola con l'esercito nazionale e non avrà quindi ragione di esistere in ordine separato; o non vi sarà più l'esercito nazionale, ed avremo al suo posto tutte le formazioni irregolari, le milizie partigiane che a ogni partito, secondo la propria legge, verrà in mente di creare.

La legge per queste creazioni sarà come quella fascista; nel fatto, egualmente fuori del diritto che il fascismo non riconosce perché esso non riconosce altro diritto che il proprio, foggiato dal comando delle proprie gerarchie, secondo le ispirazioni della sua fede e della sua teologia. »

Stamane, alle 10 prima, e alle 11 poi il ministro dell'Interno, sen. Taddei, ha avuto due colloqui col sen. Salata. Alle 11.30 riceveva quindi il ministro della Guerra on. Soleri e il generale d'esercito in funzione di ispettore, sen. Badoglio. I colloqui sono messi in relazione agli avvenimenti di Bolzano e di Trento e alla situazione interna in generale.

Domattina alle 11.20 arriverà a Roma l'on. Facta. È atteso per domani il governatore della Venezia Tridentina, sen. Credaro.

 

QUADRO NORMATIVO RIASSUNTIVO IN DETTAGLIO

 

QUADRO NORMATIVO RIASSUNTIVO IN DETTAGLIO

In realtà quella domanda sul perché nessuno si sia mai accorto che dalla fine della guerra del 1919, si stava costituendo un Partito Armato trova una semplice risposta " tutta italiana " :

" perché faceva comodo a molti ".

Anche le spiegazioni date da Mussolini sulla formazione della M.V.S.N. giustificate per consentire un imbrigliamento e un assoggettamento all' ordine dello Stato degli Squadristi in Camicia Nera, unico e solo organismo autorizzato a poter far uso della forza, continueranno ad incantare i nostri Politici intenti alle loro posizioni ormai da anni radicalizzate e " attendiste " .

INOLTRE

Le titubanze del Re e la poca incisività di Luigi Facta nel convincere il Re a emanare il Decreto di Stato di Assedio, sono stato il colpo mortale alla vita democratica del nostro paese .

PAURA DEI PRECEDENTI DI MILANO DEL 1898 _?

Paura per la Guerra Civile _?

 

DECRETO DELLO STATO D ' ASSEDIO

6-7 Maggio 1898

 

CHE COSA ACCADDE A MILANO TRA IL 6-8 MAGGIO DEL 1898 ?

 

 

PAURA _!

La "Paura" del ripetersi di questi episodi di Milano che portarono al Decreto dello Stato D' Assedio con un enorme spargimento di sangue tra i cittadini, era ancora vivo negli occhi dei Politici ?

 

Ai tanti perché senza risposta, ancora presenti al termine di queste considerazioni, diciamo che il compito di questo Portale è quello di stimolare i Perché e di invogliarvi a ricercare sempre risposte non "preconfezionate"

ma di ricercare sempre risposte esaustive e verificate sotto il profilo Storico-Documentale .