LA_CORSA _ALLA_COMMEMORAZIONEASPETTI POLITICILA CRONOLOGIA DEGLI AVVENIMENTI
Riconoscimento e Commemorazione Caduti in Guerra 1915-1918 Prima di passare all' esame della documentazione storica a supporto di quanto sopra evidenziato, è opportuno sottolineare e ribadire che in questa pagina Non si Vuole Riscrivere la " Storia del Fascismo", il cui riferimento oggi è la monumentale Opera dello Storico Renzo De Felice, ma si vuole evidenziare un particolare aspetto di questa Storia che è poco trattato nei lavori storiografici . L'aspetto è quello della commemorazione dei Caduti in Guerra, che sono oggetto di contenzioso politico tra avverse fazioni, già dal lontano 1919 . Per rendersi subito conto di questo aspetto osserviamo i seguenti documenti :
Un bellissimo documentario Rai Cultura realizzato da Sergio Zavoli nel 1972 con la partecipazione di vari personaggi che a diverso titolo vissero quei drammatici momenti del lontano Ottobre 1922 sia per il loro ruolo politico in prima persona, sia per la partecipazione a vari incontri ai vertici amministrativi .
RIFLESSIONI SULLA MARCIA SU ROMA (n.d.r.) Mi sono sempre chiesto come sia stato possibile accettare da parte di una " Nazione ", anche se di giovane formazione, dai suoi Governi e dagli apparati Politici ufficiali, una situazione a dir poco paradossale, iniziata con semplici " formazioni politicizzate " che da sempre si sono contese a colpi di randellate e pistolettate una "leaderschip di governo" fino ad arrivare al 6 Ottobre 1922. Perché la data del 6 Ottobre 1922 è importante ? Innanzitutto perché siamo ormai ad un punto cruciale della vita Politica del Governo Facta, ma perché si osserva il culmine di quel "Paradosso" citato all'inizio di queste "osservazioni" in cui nella nostra Nazione si fronteggiano "Due Eserciti" , il primo, di tipo regolare, comandato da uno Stato Centrale, il secondo, passato inosservato fino ad ora, comandato dal "Popolo" o parte di esso che ora emerge dall'ombra. Possibile che le osservazioni riportate in questo articolo del Corriere del 6 Otobre 1922 non se le sia mai poste nessuno a capo dei governi precedenti ? Neanche IL RE ?
IL 28 OTTOBRE DEL 1922 IL GOVERNO CADE
NONOSTANTE IL GOVERNO SIA DIMISSIONARIO IL GIORNO DOPO 29 OTTOBRE 1922 IL GOVERNO PRESENTA IL DECRETO LEGGE SULLA MONUMENTALIZZAZIONE DELLE AREE IN CUI SI SONO SVOLTE LE GRANDI BATTAGLIE 1915 - 1918 (Attenzione perché La Giurisprudenza in merito è quella dello Statuto Albertino)
PRIMO RICONOSCIMENTO NAZIONALE DEI NOSTRI EROI DI GUERRA
" . . . . che dichiara monumenti alcune zone fra le più cospicue per fasti di gloria nel teatro di guerra 1915 - 1918 "
IN PRECEDENZA PERO' IL 24 OTTOBRE
Estratto da Chiurco : " Storia della Rivoluzione Fascista " - Vol. 1° - Pag.5 Mussolini informato su iniziative propagandistiche del Governo Facta, il cui scopo è quello di riacquistare credibilità nell' opinione pubblica ormai anch' essa contro il Governo dopo quanto accaduto ad Agosto ultimo scorso, così si esprime : " Bisogna impedire che la cerimonia del 4 Novembre giovi a prolungare l' Agonia del Regime " e a questo punto preme il piede sull' aceleratore della " Marcia su Roma " ,
LE OSTILITA' DEL PAESE VERSO IL GOVERNO
Con tale iniziativa, oggi diremo di " Distrazione di Massa " , il Governo Facta, assumendosene tutto il merito, vuole giocarsi l' ultima carta e con questa grande cerimonia programmata del 4 Novembre pensa di ritornare di nuovo in auge. Nella cerimonia del 4 Novembre è prevista infatti la consacrazione mediante la "Monumentalizzazione" delle aree del conflitto 1915-1918 che come recita il Decreto : " Sono fra le più cospicue per fasti di gloria nel teatro di guerra 1915 - 1918 " , pertanto rappresenta la prima iniziativa Nazionale Ufficiale per il " Ricordo dei Caduti in Guerra ".
Come si può vedere dai documenti è una lotta contro il tempo a chi sarà il primo a commemorare finalmente in forma Ufficiale Nazionale i Caduti in Guerra .
LA COMMEMORAZIONE DEI CADUTI IN GUERRA PRIMA DEL DECRETO 29 OTTOBRE 1922 Per tutto quanto precede la "Marcia su Roma" in merito al Ricordo dei Caduti in Guerra e alle diverse commemorazioni in loro onore, alle lapidi in ricordo, nonché agli scontri Politici ad essi conseguenti, che porteranno a vere guerriglie di strada , CONSIGLIAMO DI LEGGERE QUESTO VOLUME Con Particolare Riferimento a Firenze
IL PROBLEMA DELLA COMMEMORAZIONE Da quanto tempo si discuteva in parlamento nel governo Facta prima del 28 ottobre 1922 la questione dei caduti in guerra ?
In realtà la questione dei caduti si sviluppò in tre fasi
1. Dal termine della guerra (1918-1919) Già subito dopo l'armistizio del 4 novembre 1918 si pose il problema di come lo Stato avrebbe dovuto ricordare i circa 650.000 militari caduti . Tra il 1919 e il 1920 in Parlamento si discusse di:
Il Governo di Francesco Saverio Nitti affrontò soprattutto gli aspetti assistenziali ed economici. 2. I governi Giolitti e Bonomi (1920-1922) Durante i governi di Giovanni Giolitti e poi di Ivanoe Bonomi la questione cambiò natura. Non si parlava più soltanto di assistenza ai reduci. Si iniziò a discutere di:
In questi anni numerosi deputati chiedevano che lo Stato desse un indirizzo unitario, perché ogni Comune stava procedendo autonomamente. 3. Il Governo Facta (febbraio-ottobre 1922) Quando salì al potere Luigi Facta, il tema era ormai maturo. Durante il 1922 in Parlamento ricorrevano continuamente interventi riguardanti:
Il problema non era se commemorare i caduti. Il problema era come farlo in modo uniforme in tutta Italia . Ed è proprio questo il vuoto che, dopo il 30 ottobre 1922, Dario Lupi colse immediatamente. Quanto tempo se ne discuteva? Se prendiamo come riferimento il Governo Facta e il 28 ottobre 1922, possiamo dire che il Parlamento discuteva stabilmente della memoria dei caduti:
Pertanto la Marcia su Roma non inaugurò il problema : trovò un dibattito già aperto e una sensibilità pubblica ormai consolidata.
GRAFICO RIASSUNTIVO DELLA MARCIA SU ROMA E DEI PROVVEDIMENTI LEGISLATIVI SULLA COMMEMORAZIONE DEI CADUTI
IL DECRETO FACTA DEL 29 OTTOBRE 1922
__RELAZIONE FACTA E DECRETO 29 OTTOBRE 1922 GAZZETTA_3 NOVEMBRE 1922
Relazione di S. E. IL presidente del Consiglio dei ministri a Sua Maesta il Re, in udienza del 29 ottobre 1922, sul decreto-legge per la dichiarazione di monumentalità di alcune zone fra le più cospicue per fasti di gloria del teatro di guerra 1915-918.
SIRE !
Il proposito di far coincidere la dichiarazione di Festa Nazionale del 4 novembre - giorno dell'apoteosi della nostra guerra - con l'elevare a dignità di monumenti nazionali le località deinostri campi di battaglia che più sono legate alla storia per immortali fasti di eroismo e di sacrifizio, corrisponde ad un doveroso e patriottico assunto. In quella medesima ricorrenza, il 4 novembre 1921, la Nazione consacrava alla religione del suo culto la Tomba del Soldato Ignoto; e quest'anno è d'uopo di integrare il patriottico gesto consacrando i capisaldi dell'arena sulla quale l'Esercito d'Italia combatté, si immolò e vinse, acciocché la visione della epica lotta si tramandi ai venturi a perenne testimonianza della grandiosità e della virtuosità della gesta. La pratica di tale assunto richiese alcuni temperamenti, la grande distesa della nostra fronte, egualmente prodiga ovunque di patriottici sacrifizi, rendeva naturalmente perplessi nella scelta. Nel, contempo, un savio criterio di pubblica economia prescriveva di ridurre le aeree da destinarsi al culto per estendere la cerchia delle terre venete liberamente utili al fruttuoso lavoro dei campi ed all'opera feconda delle ricostruzioni. Si designarono così alcuni capisaldi sacri all' epica lotta o zone monumentali - capaci di riassumere e di simboleggiare in sé : la visione genuina della guerra, di compendiarne le fattezze eroiche, di incarnarne il tormento, il sacrifizio e l'apoteosi. Poi si provvide a collegare quei capisaldi - della dignità dei templi - con altri che ad essi si ricollegano nella rappresentazione unitaria della lotta e di onorarli con tangibili segni, in guisa da comporne un quadro dai lineamenti epici palpitanti di suggestione patriottica ed eroica. Con tali concetti, si prescelsero e designarono le quattro zone monumentali nell'intento di riassumere in esse - quasi in simbolo - l'intera epopea della guerra. E sono il Pasubio, il Grappa, il Sabotino ed il S. Michele. Impersona infatti il Pasubio la strenua difesa della fronte tridentina il Grappa l'incrollabile, resistenza della fronte italica tra monti e mare, il Sabotino ed il S. Michele il calvario dei primi anni della nostra guerra che tempró sull'arida cote del Carso; da Tolmino a Monfalcone, la spada della Piave e di Vittorio Veneto. A quei capisaldi si collegano altre pietre miliari cosi da integrarne il significato educativo e morale: orme delle, vicende della lotta - tangibili come il fluttuare dei marosi sui percossi scogli - segnacoli di gesta individuali e collettive, vestigia di sacrifici e di olocausti ed, in tale armonia, si integra la fisionomia della lotta gigantesca tanto nella sua gloriosa sintesi quanto pella analisi fatta di pertinaci e diuturni sacrifizi umani L'austerità del gesto artistico deve essere legge in materia cosi eroica, epperciò sui luoghi i lineamenti della lotta nella loro espressione reale ed eloquente rappresentano, per se medesimi, insuperando monumento dell'arte. Ravvivarli, custodirli tramandarli nella loro integrità epica, deve essere quindi il primo ed il più sacro cómpito, dappoiché essi soltanto parlano la voce alta della guerra e del sacrifizio vero. E sono rami di trincee, testimoni della lotta dura, caverne nelle quali si fucinò per lunghe e scure vigilie il raggio della Vittoria, calvari di monti, mète di poggi sanguinanti, capisaldi d'azione e di reazione nell'alterna vicenda della guerra aspra e tremenda. Tutte queste vestigia debbono essere consacrato e rivendicate nelle loro fattezze derivate dalla stessa guerra senza altro suffragio di speciali opere d'arte che altererebbero l' austerità del volto eroico. Alcune stele originali romane potranno invece segnare i capisaldi secondari, acciocchè esse, con gesto' altamente italico, perpetuino ardimenti e sacrifizi e, con la loro semplice presenza, idealmente colleghino nello spirito le antiche glorie alle nuove fortune d' Italia. Il sacro còmpito di conservare e di custodire le zone inonumentali deve essere affidato ai superstiti dell' epopea, cioè hai mutilati e combattenti, affinché si tramandi integra la visione della lotta si rinfiammi nella tradizione orale e si nobiliti nella tangibile presenza degli artefici della Vittoria. L'autorità militare competente nei rispetti territoriali dovrà imprimere unità d' impulso alla sorveglianza ed, alla custodiadelle zone monumentali dare opera alla manutenzione degliaccessi, cooperare, in costante ed affettuosa gara, acciocché sia osservata l'originalità e la integrità storica ,dei capisaldi, della lotta. La spesa complessiva per la sistemazione delle zone anzidette, per l'apposizione di scritte lapidee per il trasporto e la erezione di una dozzina di stele romane al capisaldi secondari e per l'alloggiamento dei custodi, è stata concretata nella somma di L. 250 000. Spesa davvero modesta, ove si ricordi che il Belgio ha testé stanziato la somma di fr. 300.000 per una prima sistemazione dei suoi “sites de guerre” o monumenti nazionali di guerra, sopra una distesa di fronte che si può ragguagliare circa un quindicesimo della, nostra, dall' Adamello al Timavo. Così le zone monumentali scelte e designate conforme l' unanime coscienza della Nazione, la quale oramai ravvisa in quei capisaldi l'espressione più alta e simbolica della guerra, delle sue ansie, dei suoi sacrifizi e dei suoi trionfi – completate dalle altre vestigie sacre - potranno ben rispondere alla loro missione storica, educativa e morale e tramandarsi nella loro integrità: al culto ed, alla ammirazione dei venturi. Da esse, come da un libro aperto o dalle soglie di un tempio, potrà prorompere, in ogni epoca, alta e solenne la voce fascinante della epopea, l'ammaestramento indistruttibile della nuova religione della Patria. Roma, 20 ottobre 1922. Il numero 1386 della raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno contiene il seguente decreto :
VITTORIO EMANUELE III per grazia di Dio . Art. 4. e per volontà della Nazione RE D' ITALIA
Udito il Consiglio d i ministri ; Sulla proposta del presidente pur esse del Consiglio dei ministri di concerto coi ministri della guerra e del tesoro; Abbiamo decretato e decretiamo : ART 1
A consacrazione nei secoli della gratitudine della Patria verso i Figli che per la Sua grandezza vi combatterono epiche lotte nella guerra di redenzione 1915-1918, le seguenti zone, scelte fra quelle più legate ad immortali fasti di gloria, sono dichiarate monumentali: 1. MONTE PASUBIO. 2. MONTE GRAPPA. 3. MONTE SABOTINO. 4. MONTE S. MICHELE.
Art. 2. Le zone monumentali sono così delimitate: PASUBIO sommità del monte elevantesi sulla curva di livello di 2200 metri, comprendente il Dente Italiano, la cima Pa1òm ed il cocuzzolo immediatamente a Sud di detta cima. Strada d'accesso : rotabile Ponte Verde (presso il Pian delle-.Fugazze) - colle Xomo - Scarubbi Pasubio, indi - Porte mulattiera al Palòm. GRAPPA, sommità del monte al di sopra della quota di 1700 metri, con lo sprone della Nave, la galleria Vittorio Emanuele e la caserma Milano, esclusa la parte meridionale su cui sorge la Madonnina ed il rifugio del Club alpino. Strada d'accesso: rotabile Romano Alto-Osteria del Campo-Monte Grappa SABOTINO, sommità del monte al di sopra della curva di livello di 520 metri dal Sasso Spaccato ad ovest, ai ruderi della chiesa di San Valentino (esclusi) ad est. Sirada d'accesso : rotabile Gunjace Bala-bivio Verholje-Sabotino. - SAN MICHELE, sommità del Monte al di sopra della curva di livello di 250 metti con le cime I, 2, 3 e 4 ed il momumentino commemorativo della Brigata < Ferrara > a sud-est della, cima 4. . Strada d'accesso : rotabile Peteano-San Michele-San Martino. ART 3 Le zone monumentali di cuí all'art. precedente sono poste sotto l'alta sorveglianza del Ministero della guerra, che provvede à alla loro delimitazione, custodia e conservazione, alla intangibilità dei monumenti e delle opere di guerra in esse esistenti ed alla manutenzione delle strade d'accesso. ART 4 In stesso Ministero provvederA a far erigere stele romane nelle località della fronte di guerra - pur esse notevoli per azioni svoLesi - sulla quali nün sia stato ancora collocato un particolare ricordo, secondo le pro- poste della Commissione interministeriale, di cui al Reglo decreto 22 dicembre 1921. Art. 5. Per la poma sistemazione de11e zone monumentali e delle strade d'accesso e p3r 11 collocamento delle stele di cui all'art. 4, è istituito sullo stato di previsione dalla sp sa del Ministero della guerra per l'esercizio 1922-923 un apposito capitolo con lo stanziamento di L. 250.000. E' diminuito di altrettanta somma lo stanziamento del capitolo 66 dello stato di previsione suddetto. IL presente decreto sarà presentato al Parlamento per essere convertito in legge. Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addì 29 ottobre 1922. VITTORIO EMANUELE. FACTA - SOLERI -- PARATORE. Visto il guardasigilli : ALESSIO.
Si può dire che il governo Facta cercasse di rimediare alla situazione? Ci sono alcuni elementi oggettivi che, messi insieme, meritano certamente di essere approfonditi.
In questo quadro, ogni provvedimento riguardante i caduti aveva inevitabilmente anche una valenza politica. Dal punto di vista storiografico Quello che si può affermare con certezza documentale
"L'emanazione del decreto del 29 ottobre 1922, nel pieno della crisi che portò alla caduta del governo Facta e all'avvento del governo Mussolini, costituisce una significativa coincidenza cronologica. La circostanza induce a interrogarsi se il provvedimento rappresentasse il semplice esito di un iter già avviato oppure anche il tentativo del governo uscente di dare una risposta a un'esigenza politica e morale fortemente avvertita nel Paese. Allo stato della documentazione, tuttavia, l'una o l'altra interpretazione possono essere confermate solo attraverso l'esame degli atti preparatori del decreto."
31 Ottobre 1922 Entra in carica il Governo Mussolini
IL Nuovo Governo Mussolini
IL 4 Novembre 1922 Grande Manifestazione Commemorativa
15 Aprile 1926 Un cambiamento rispetto all'idea di Dario Lupi _? NO ! Come abbiamo più volte ribadito, l' Idea di Dario Lupi, idea concretizzatasi il 27 Dicembre 1922, a circa un mese e mezzo dalla nascita del 1° Governo Mussolini, si è evoluta e perfezionata al punto tale, che quella "monumentazlizzazione circoscritta" del ricordo ai caduti prevista dall' ultimo Governo Facta, ora si è diffusa su tutto il territorio ed in particolare viene "riconosciuta per Legge" a tutti i viali e ai Parchi della Rimembranza.
TRASCRIZIONE Legge 21 marzo 1926, n. 559 I Viali e i Parchi della Rimembranza sono dichiarati pubblici monumenti
L'aggiunta "e alle vittime fasciste" nella Legge 21 marzo 1926, n. 559 L'aggiunta "e alle vittime fasciste" nella Legge 21 marzo 1926, n. 559 è molto significativa perché testimonia una evoluzione nell'impostazione originaria dei Parchi e Viali della Rimembranza voluti da Dario Lupi nella prima circolare del 27 Dicembre 1922 . In origine, infatti, il progetto aveva uno scopo ben preciso: onorare esclusivamente i caduti della Grande Guerra (1915-1918) . Ogni albero rappresentava un soldato morto in guerra e costituiva un monumento vivente dedicato al sacrificio dei combattenti. L'iniziativa era nata nell'ambito del Ministero della Pubblica Istruzione e coinvolgeva soprattutto le scuole. Con il consolidamento del regime fascista, tra il 1924 e il 1926, il significato dell'iniziativa venne progressivamente ampliato. L'espressione "vittime fasciste" si riferisce ai militanti fascisti morti per la causa del fascismo , cioè a coloro che il regime considerava caduti della propria "rivoluzione". Rientravano in questa categoria, ad esempio:
Non si trattava quindi delle vittime del fascismo, nel senso moderno dell'espressione, bensì delle vittime appartenenti al movimento fascista . Perché fu introdotta questa aggiunta ? " E alle vittime Fasciste "
L'obiettivo era politico e simbolico. Il regime cercava di fondere due memorie:
In questo modo i Parchi della Rimembranza cessavano di essere soltanto luoghi dedicati ai soldati del 1915-1918 e diventavano anche strumenti della pedagogia politica del regime.
Questo passaggio è importante anche sotto il profilo storico. Nel 1923 il progetto di Lupi era rivolto ai caduti della guerra , senza alcun riferimento ai caduti del fascismo. L'albero rappresentava il soldato morto per la Patria, indipendentemente dall'appartenenza politica. La legge del 1926 sancisce invece l'estensione ufficiale del monumento anche ai "martiri fascisti", inserendo giuridicamente tale memoria all'interno dei Parchi e Viali della Rimembranza. È uno dei segnali più evidenti della progressiva appropriazione politica di un'iniziativa nata con finalità prevalentemente patriottiche ed educative. Questo aspetto dimostra che: l'idea originaria dei Parchi della Rimembranza era quella di commemorare i caduti della Grande Guerra; successivamente il regime fascista ne ampliò il significato, includendovi anche i propri caduti; dopo il 1945 , la presenza di questa sovrapposizione contribuì, in molti casi, a identificare erroneamente l'intero progetto come esclusivamente fascista, favorendone l'abbandono o la rimozione.
Roma - Via Martiri Fascisti
GAETA - PIAZZA MARTIRI FASCISTI
Ara ai caduti della Rivoluzione Fascista in Campidoglio a Roma L' Ara per i caduti della rivoluzione fascista (o Ara Littoria) sul Campidoglio a Roma fu decisa nel 1926 e innalzata/inaugurata tra il 1926 e il 1927 , ricavata riutilizzando un grande blocco di granito antico appartenuto al basamento dell'Obelisco
In altre parole, la frase "e alle vittime fasciste" rappresenta uno dei momenti in cui un'iniziativa nata per custodire la memoria dei caduti del 1915-1918 venne formalmente inserita nella simbologia del regime. È proprio questa stratificazione storica che rende oggi necessario distinguere tra l'origine del progetto (1922-1923) e la sua successiva utilizzazione politica (dal 1926 in avanti) , evitando di confondere le due fasi. Nel dopoguerra , un pò per la voglia di " ripudiare il Fascismo " e tutte le sofferenze che esso produsse, un pò per la Legge Scelba , entrata in vigore nel 1952 , legge con cui si bandiva definitivamente dalla scena politica il " Fascismo " , tali luoghi furono progressivamente abbandonati o ampiamente rimaneggiati, sicché, in alcuni casi, se ne perse addirittura la memoria. E' questo il caso del 2° Parco della Rimembranza di Castel San Giorgio, dimenticato da tutti e frettolosamente cancellato nell' immediato dopoguerra . Quegli uomini, di cui oggi, ormai, si sono cancellati anche i nomi sulle loro lapidi del " Ricordo " morirono invano, morirono " in obbedienza ad ordini superiori " in due guerre combattute per l' Italia e gli italiani .
|