LA VENDITA DELLA STARZA

Tracrizione atto notarile originale di vendita della Starza di Materdomini

IL documento, nella sua forma originale è contenuto, come già detto in precedenza, nella pubblicazione del Palazzo Calvanese, Capitolo delle Sepolture .

27/05/1798Costituiti li Signori Dottori Fisici D. Giambattista Serio, figlio del fu Giambattista della Baronia d'Acquarola, e Don Francesco Saverio Alfano del fu D. Fisico Gian Camillo di quella di Castelluccio, e Femmiani, ambe del confinante Stato di Sanseverino da una parte.

E il Legio Architetto D. Carmine Calvanese del Casale di Lanzara dalla parte della baronia di Casalnuovo de Patierno, anche del detto Stato di Sanseverino dall'altra parte.

Essi hanno asserito che : “ Le suddette Signorie parti, e ciascuna di esse hanno spontaneamente asserito avanti di noi come intendendo la Regia Corte procedere alla vendita di tutti li beni attinenti a beneficii, e badia del Regio Patronato del Regno, le medesime in detto sì ritrovato di aver fatto acquisto da quella per raggioni di compra di una starza o sia massaria di territorio campestre, seminatorio, adacquatorio, con casa rurale, buona parte diruta, aia da battere vittuvaglie, pozzo di acqua sorgiva interrato, molino macinante ad acqua, con suoi corsi controcorsi inessa, di sua superficiale estensione moggia sessantanove e mezzo circa, inclusi in esse cinque altri corpi di territorio, di capacità di moggia quattordici circa, uno di moggia otto nominato la rotondina , un altro di un moggio , e mezzo avanti detto molino, altro di un altro di moggio sotto di quello, altro di un moggio e due terzi chiamato la penza del mulino, e l'altro di un moggio e due quarti chiamata la tufara, attinente detta starza, e massaria con detti suoi corpi alla legal Badia di S. Maria di Materdomini, siti nelle pertinenze della confinante Terra di Roccapiemonte, in Provincia di Principato Citra, nel luogo detto la Starza di Materdomini, confinante da levante, e ponente, con due pubbliche strade, da mezzoggiorno con fiume grande, e colli beni di Carlangelo Calvanese, e del priorato di S. Giovanni Battista della Rocca, e da tramontana con fiumarello, colla potestà di reintegrare, e con tutte loro raggioni, Azzioni, giusti, ed intiero stato, e per franchi e liberi da qualsiasi pesi a riserva di quello dell'onciario Catastale, o sia bonatenenza e dalla rata dell'anne grana cinquanta a fuoco stabilita pagati per regalia dell' abolito giusto proibitivo de tabacchi vanti corrispondersi a quell'Università, ove tali beni son siti, per l'offerto, convenuto, e stabilito prezzo di ducati ventiquattromilanovecento quarantadue e grana quattro e mezzo , netti, e successori dalli docati milleseicento settantuno , e grana cinquantacinque, e mezzo , capitali delli suddetti anni presi di bonatenenza e regalia del tabacco de quali se ne ritrovano averne sodisfatti alla Regia Corte ducati ventimilatrentadue , e grana trentadue nel prezzo e valuta di tanti argenti consignatoli dal suddetto Don Carmine per mezzo del banco della Pietà, li restanti docati quattromila novecento e grana settantadue, e mezzo a compimento si ritrovano[…..] obligati pagarli alla Regia Corte frallo giro di anni due dal giorno della stipula dello istrumento in avanti, ed in frattanto gratis, e senza veruno interesse, il tutto in conformità degl'atti fabricati nella Regia Giunta a tal oggetto eretta, e suo delegato Presidente, ed Avvocato del Real Patrimonio Marchese D. Nicola Vivenzio, presto li due attuari D. Giovanni Giglie e Don Carlo Carnevale, offerte due, decreti di appuntamenti del 30 del decorso aprile, e primo cadente maggio dell'andante anno 1798; approvati dalla Maestà de Re, Nostro Signore/Dio guardi/ con suo Real dispaccio del 17 del medesimo corrente maggio, precedente Consulta della Giunta predetta, e suddetto suo delegato, e del'istromento su diviso stipulato a dello stesso corrente mese, ed anno per il Regio Notar D. Nunzio Pacileo di Napoli, alli quali si abbia relazione=“

Archivio di Stato di Salerno – prot. not. San Giorgio, notaio Giacomo Rescigno, a. 1798, b.5700, pp.440r-446r.

( ricerca Gaetano Izzo )

25.000 Ducati che cosa rappresentano ?

SALARI DELL' EPOCA

Mastro Fabbricatore ( muratore specializzato ) . . . . . . . . . . . . . . 33 e 1/2 Grana al giorno

Secondo i salari dell' 'epoca, riferimento anno 1747 ( fonte Ruggiero Romano : Prezzi Salari e Servizi a Napoli nel XVIII Sec. ), l' importo sopra pagato corrisponderebbe a 204 anni di lavoro di un Mastro fabbricatore .

LA MASSERIA NEL 1991

Le fotografie presenti in questo servizio appartengono all' archivio privato di Gaetano Izzo.

PLANIMETRIA DELLA STARZA CON INGRESSO

 

LA MASSERIA DELLA STARZA DEI LEONI

 

INGRESSO ALLA MASSERIA - STARZA

(dopo l'acquisto di Carmine Calvanese )

 

Carmine Calvanese comprerà la Starza dei Leoni in data 27 Maggio 1798 mentre a Napoli ed in europa c' era fermento per gli scenari politici Francesi con Napoleone .

Ed è proprio il 19 Maggio 1798 , cioè otto giorni prima di questo acquisto di terreno, che viene firmato a Vienna un trattato tra il Regno di Napoli e l'Austria .

A qualcuno potrebbe sembrare poco pertinente questo " inciso storico " , esso invece si rende estremamente importante per la comprensione della seguente motivazione riportata dal notaio nell' atto di acquisto :

" . . . intendendo la Regia Corte procedere alla vendita di tutti li beni attinenti a beneficii, e badia del Regio Patronato del Regno . . . "

TRASCRIZIONE

" . . . poiché la Regia Corte ha intenzione di procedere alla vendita di tutti i beni appartenenti ai benefici e alle abbazie sotto il Regio Patronato del Regno. . . . "

E' proprio in questa frase, che accompagna l' atto notarile di vendita, la sintesi di una situazione nel Regno che probabilmente sta precipitando.

In previsione di possibili allontanamenti del Re, di una crisi europea che non si sa ancora dove porterà l' entrata in scena di Napoleone, ebbene, allora ecco che " La Regia Corte " decide di " monetizzare " il suo patrimonio immobiliare, vendendo tutti i beni attinenti a benefici e gestiti dalle abbazie ma appartenenti del Regio Patronato del Regno .

Cerchiamo di capire che significa, in modo semplice, questa terminologia usata nell'atto di vendita stipulato con Carmine Calvanese .

benefici : sono quelle concessioni di uso di beni immobili, case, terreni, ecc. che il Re dava in genere a Monasteri e Abbazie, per ricevere indulgenze religiose. La proprietà però di questi beni immobili rimaneva sempre al Re .

badie : abbazie, un'abbazia, cioè un grande monastero spesso dotato di vasti possedimenti.

In sintesi :

La frase formulata giuridicamente nell'atto di vendita comunica l'intenzione dello Stato (o della monarchia) di vendere tutti i beni (terreni, proprietà, rendite) legati a enti religiosi (benefici e abbazie) su cui aveva il controllo o il diritto di nomina, nell'ambito del Regio Patronato.

Questa formula si colloca spesso in contesti storici di secolarizzazione o alienazione dei beni ecclesiastici , per esempio durante le riforme borboniche o napoleoniche.

Ma perché il Re Ferdinando IV vuole vendere le proprietà ?

Per rispondere a questo perché occore dare un breve sguardo allo

SCENARIO STORICO NEL MAGGIO DELL' ANNO 1798

Fermenti in Europa

Il trattato tra il Regno di Napoli e l'Austria fu firmato a Vienna il 19 maggio del 1798 dal ministro THUGUT e dal duca di CAMPOCHIARO.

Con questo patto i due sovrani, in vista di nuovi conflitti in Europa, allo scopo di premunirsi si impegnavano a tener pronti ciascuno un esercito, di cui si fissavano gli effettivi; in tre articoli segreti si stabiliva inoltre che il "causus foederis" si sarebbe considerato avvenuto non appena la Francia avesse assalito l'Austria, la quale però prometteva di correre in aiuto dell'alleato ove questi fosse minacciato dalla Francia o dalle repubbliche satelliti.

A FERDINANDO IV non piacquero le condizioni degli articoli segreti, pretendendo che si considerasse come " casus foederis " un'aggressione francese nei suoi stati, e per questo motivo il trattato non ebbe la sua ratifica.

I Francesi erano alle porte di Napoli ed il Re aveva bisogno di liquidità monetaria per scappare e mettersi in salvo da Napoleone .