Starza della Regina

 

 

Per la salubrità del clima e l'amenità del paesaggio, Somma Vesuviana accolse sin dall'antichità e per tutto il periodo medioevale e moderno, disseminate nelle sue campagne, numerose ville e case padronali.

Si trattava di grandi aziende produttive agrarie e contemporaneamente di complessi residenziali per il proprietario che spesso vi si trasferiva con la propria famiglia per trascorrervi i periodi estivi.

Al piano terra erano disposti gli ambienti riservati ai contadini quindi le cantine, i cellai, le stalle, i granai, mentre il piano nobile era adibito ad abitazione.

A questa tipologia di costruzioni appartiene lo storico palazzo della starza della regina in cui, secondo i documenti della Cancelleria Aragonese, nel 1436 Alfonso I d'Aragona diede in sposa sua cugina Eleonora al conte Raimondo Orsini; al palazzo fu più volte ospitato il re stesso e più tardi nel tempo dimorarono la Regina Giovanna, il Re Ferrante, ed ancora tanti altri reggenti e nobili.


Attualmente la cosiddetta "Masseria della regina" cui si giunge percorrendo sentieri e viottoli di campagna di cui non si conosce con esattezza né l'epoca di costruzione né il nome dell'architetto, ha perso la sua struttura originaria e la sua magnificenza poiché nel corso dei secoli, divenuta proprietà privata, ha subito lunghi periodi di abbandono quindi varie modifiche con la completa ricostruzione di alcune ali ed un ultimo intervento di riadattamento nel 1928. La facciata ottocentesca è la parte meglio conservata.

Il portale principale d'accesso ancora sormontato dall'antico bassorilievo in marmo bianco raffigurante due angeli che sorreggono lo stemma reale aragonese, è caratterizzato da un arco ribassato che ricalca quello durazzesco catalano originario.

Da esso si ci immette in un vasto cortile, forse unico ambiente in cui ancora compaiono elementi architettonici e stilistici catalani ed aragonesi come lo scalone d'accesso e gli stipiti delle belle finestre scolpiti in piperno scuro.

Questa zona del fabbricato a nord-ovest, svolta intorno al primo cortile, doveva evidentemente comprendere gli appartamenti regali, viceversa, ambienti di uso comune e di lavoro come cucine, lavatoi e forni si trovano in un piccolo cortiletto a nord del primo, assai caratteristico e delimitato da una balaustra traforata.

Un ultimo cortile, molto più grande degli altri due, disposto a nord ovest, viene chiaramente individuato come zona di lavorazione dei prodotti della campagna circostante.

Sotto il palazzo della Starza a testimonianza dell'antichissima ubicazione di simili complessi rurali, grazie a scavi iniziati negli anni trenta dall'archeologo Amedeo Maiuri, sono venuti alla luce i resti di una villa romana di età augustea.