|
Per la salubrità del clima e l'amenità del paesaggio, Somma Vesuviana accolse sin dall'antichità e per tutto il periodo medioevale e moderno, disseminate nelle sue campagne, numerose ville e case padronali. Si trattava di grandi aziende produttive agrarie e contemporaneamente di complessi residenziali per il proprietario che spesso vi si trasferiva con la propria famiglia per trascorrervi i periodi estivi. Al piano terra erano disposti gli ambienti riservati ai contadini quindi le cantine, i cellai, le stalle, i granai, mentre il piano nobile era adibito ad abitazione. A questa tipologia di costruzioni appartiene lo storico palazzo della starza della regina in cui, secondo i documenti della Cancelleria Aragonese, nel 1436 Alfonso I d'Aragona diede in sposa sua cugina Eleonora al conte Raimondo Orsini; al palazzo fu più volte ospitato il re stesso e più tardi nel tempo dimorarono la Regina Giovanna, il Re Ferrante, ed ancora tanti altri reggenti e nobili.
Il portale principale d'accesso ancora sormontato dall'antico bassorilievo in marmo bianco raffigurante due angeli che sorreggono lo stemma reale aragonese, è caratterizzato da un arco ribassato che ricalca quello durazzesco catalano originario. Da esso si ci immette in un vasto cortile, forse unico ambiente in cui ancora compaiono elementi architettonici e stilistici catalani ed aragonesi come lo scalone d'accesso e gli stipiti delle belle finestre scolpiti in piperno scuro. Questa zona del fabbricato a nord-ovest, svolta intorno al primo cortile, doveva evidentemente comprendere gli appartamenti regali, viceversa, ambienti di uso comune e di lavoro come cucine, lavatoi e forni si trovano in un piccolo cortiletto a nord del primo, assai caratteristico e delimitato da una balaustra traforata. Un ultimo cortile, molto più grande degli altri due, disposto a nord ovest, viene chiaramente individuato come zona di lavorazione dei prodotti della campagna circostante. Sotto il palazzo della Starza a testimonianza dell'antichissima ubicazione di simili complessi rurali, grazie a scavi iniziati negli anni trenta dall'archeologo Amedeo Maiuri, sono venuti alla luce i resti di una villa romana di età augustea.
|
|---|