_______ IL NAVICORDO

Campomanfoli Storia

La Cappella di San Michele (1)

di Giuseppe Benevento

 

Nei secoli scorsi la popolazione della Parrocchia del SS. Salvatore per tradizione nel periodo di Pasqua si recava in cima al monte dedicato a San Michele per venerare l'Arcangelo, si celebrava la messa e si festeggiava il Lunedì in Albis. L'antico tracciato per arrivare alla chiesa iniziava tra i confini di Campomanfoli ed Aiello nel luogo denominato Le Curte, costeggiando la montagna pietrosa sopra il Salvatore verso Costa e poi arrivava nel piazzale.

 

 

Sul luogo c'era una postazione a torre del Telegrafista detta semaforica che trasmetteva messaggi ai paesi limitrofi. La presenza di questo sistema di comunicazioni è avvalorato da una mappa dell'anno 1812 e da un'altra del 1833. Questo collegamento era chiamato a semaforo o ottico , scoperto dal francese Claude Chappe (1763- 1805). Le postazioni erano installate su montagne, torri, campanili, e costruite a qualche chilometro l'una dall'altra ad una distanza tale da consentire ai telegrafisti, con l'ausilio di un cannocchiale, di poter vedere e quindi decifrare il messaggio, il sistema funzionava durante le ore di luce del giorno. Dal 1850 in poi le segnalazioni avvenivano tramite l'alfabeto Morse. Sul monte in quell'epoca operavano i telegrafisti Gennaro Cerrato nato il 31 Marzo 1795, figlio del Notaio Alessio di Campomanfoli nel 1836 risulta impiegato telegrafista e Don Domenico Patricelli nato nel 1811 che nel 1845 fu anch'egli telegrafista, Silvestri Fortunato, Carmine Napolitani (2) nato nel 1818 e Paolo Napolitani nato nel 1828, successivamente nel 1877 subentrò suo figlio Costantino nato nel 1853. Alla fine del 1950 l'Ufficio postale di San Giorgio era diretto da un distinto signore Giuseppe Napolitano, appartenente sempre all' antica famiglia originaria di Campomanfoli.

 

 

Nel 1840 Samuel Morse inventò un sistema telegrafico elettrico impiegando un unico filo, ed uno speciale codice, il Codice Morse, che permetteva di codificare le lettere alfabetiche in sequenze di impulsi di diversa durata (punti e linee). Successivamente fu inventata la radio e i messaggi telegrafici avvenivano tramite etere.

Nel 1934 una grave sciagura colpì due giovani di Aiello, Jennaco Giovanni e Soglia Giuseppina entrambi tredicenni, morirono dopo una tempesta di acqua, fulmini e tuoni. I fedeli abbandonarono la chiesa. D'allora sul Monte, si va saltuariamente. La chiesa per tradizione è stata sempre pellegrinaggio del popolo della parrocchia del SS. Salvatore. Dal 1733, anno in cui risulta crollata la parte del tetto all'altezza dell'altare, non ha avuto più riparazioni. Nell'Ottobre dell'anno 2006 a seguito delle intemperie crollò tutta la volta centrale, adesso resta solo il perimetro della chiesa.

La chiesa è situata sull'omonimo monte, nel territorio di Aiello e Campomanfoli. La prima notizia con il nome Sant' Angelo risale al 986 d.C . hecclesie santi angeli de locum apus monte ubi dicitur ad oliba (…) fine terra sancti salbatori que dicitur in castru, contenuta in un atto di convenzione di terreni del Codex Cavensi Diplomaticus della Badia di Cava dei Tirreni.

Nel 1164 in un altro atto troviamo : Alja vero pecia est de terris sancti angelj que sunt tam jntra casale montis quam ejus pertinentjas et est prope ipsam ecclesiam sancti Salvatoris.

 

(1) G. BENEVENTO. Campomanfoli. Storia e leggenda. Cenni sul Villaggio di Aiello , Anno 2016

(2) Di Carmine non ci sono atti che dimostrano che fu telegrafista, abbiamo solo la testimonianza della famiglia.

 

Nel 1175 risulta che il Signore di Nocera di nome Matteo Sapio, donò il monte S. Angelo alla Chiesa di Materdomini. La chiesa era Grancia della Badia di Materdomini e si trovava nel distretto della Parrocchia del SS. Salvatore, ed il beneficiato era il Commendatario di Materdomini.

In un testamento dell 1608 Nunziante Cerrati di Campomanfoli donò sei ducati per l'acquisto di una campana a Santo Michele Arcangelo .

Nel 1633 Ottavio Sequino di Acigliano promise a Frate Giulio, eremita di S. Michele, “de cocere una calchara justa la Chiesa di S to Michele sopra la montagnia della Costarella a tutte sue spese e fatiche eccetto per la portatura delle legnie”.

Nel 1723 la chiesa era eremitaggio e sempre Grancia della Badia di Mater Domini, il beneficiato era il Cardinale Caracciolo Arcivescovo di Capua, nella chiesa c'era la statua di S. Michele Arcangelo, con altare, ove vi si celebrava, la chiesa si manteneva a spese dell'eremita Giuseppe Paladino del medesimo ristretto, eletto e nominato dal medesimo parroco. Il detto luogo stava nella cima del monte con la porta del cortile dalla parte di Settentrione e la porta della Chiesa dalla parte di ponente. Vi era una campana grande che fu fatta per devozione e elemosina dal q. m Gio. Filippo Silvestro, Domenico di Sarno, da Pietro Silvestro e dal q. m Stefano Jacuzzo e altre persone dei casali d'Aiello e Campomanfoli, come si legge dalle lettere laterali di detta campana (3) .

Nel 1733 la chiesa insieme all'eremo fu trovata in parte rovinata e quasi diruta per molti fulmini che caddero in detta cappella. Fu comandato di far riparare la cappella e l'eremo, e fu necessario rinnovare l'altare e nello stesso tempo rinnovare la suppegna.

Nel 1734 il Beneficiato era il Commendatario, Monsignor Vescovo di Nicena, la Cappella era cadente, e pioveva da ogni parte senza che il detto beneficiato la facesse riparare. Nel 1785 risulta in parte ancora diruta.

Nel 1990 l'amico e storico locale Gaetano Izzo durante una visita all'eremo rinvenne una moneta attestata a Carlo I d'Angiò (1266-1282) del Regno di Sicilia un denaro con inciso da un lato una croce e al rovescio tre gigli.

 

Diritto: Nel campo tre fiordalisi con un cono sopra Karol Dei Gra

Rovescio: Croce latina con globetti   ad ogni estremità   •Rex Sicilie •                

Materiale: Mistura

Diametro: 15 mm - Peso: 0,7 g.

(3) La campana purtroppo non è mai stata trovata e non si hanno notizie.

 

DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA CAPPELLA DI SAN MICHELE

 

ANNO 2018 FOTO RIPRESA DAL CASTELLO DI SAN GIORGIO

 

24 APRILE 2019 FRAMMENTO

 

SANTINO ANTICO DI SAN MICHELE

 

SAN MICHELE ANNI '40

 

SAN MICHELE ANNI '40

 

SAN MICHELE ANNI '40

 

 

SAN MICHELE 1989

 

SAN MICHELE 1990 FOTOGRAFIA GAETANO IZZO

 

SAN MICHELE

 

FESTA DELL' UVA 1977

 

CAPPELLA DI SAN MICHELE

 

DALLA CRONACA DEL 3 APRILE 1934

( emeroteca privata Rocco Amendola )

 

IL MATTINO 3 APRILE 1934 ARCHIVIO ROCCO AMENDOLA

 

CORRIERE DELLA SERA 4 APRILE 1934 ARCHIVIO ROCCO AMENDOLA

 

IL MATTINO 3 APRILE 1934 ANNO XII

In occasione di una festa tradizionale popolarissima, stamane diverse comitive si sono recate sul monte San Michele, in territorio del comune di Castel San Giorgio ( nell' articolo è citato erroneamente Castel San Giovanni). Un improvviso e violento acquazzone ha costretto i gitanti a cercare in fretta e furia un riparo.

Un folto gruppo, composto da una cinquantina di persone, ha cercato rifugio in una chiesa quasi diroccata. Disgraziatamente un fulmine si è abbattuto proprio sulla chiesa, causando la morte del quattordicenne Giovanni Iennaco e Giuseppina Soglia e lesioni ed ustioni ad una ventina di persone.

 

ATTO DI MORTE DI GIOVANNI IENNACO ( RIPROD. BENEVENTO )

 

ATTO DI MORTE DI GIUSEPPINA SOGLIA ( RIPROD. BENEVENTO )

 

per contattare l'autore gius.bene@libero.it

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