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San Giorgio Storia

 

Castel San Giorgio nel Medioevo

di Gennaro Cibelli

 

CASTEL SAN GIORGIO

Nel Medio Evo l'odierno perimetro comunale di Castel San Giorgio era suddiviso in diversi feudi (1) organizzati intorno al castello di San Giorgio, situato sulla collina Monte Castello che sovrasta il capoluogo omonimo, e quello di Santa Maria a Castello, collocato sulla collina S. Apollinare nelle vicinanze della frazione di Lanzara (2) .

 

Il sito

La fortificazione di San Giorgio è posta a 370 metri sul livello del mare sulla cima del Monte Castello che sovrasta il capoluogo. È raggiungibile per una strada sterrata che parte dalla frazione Torello e termina sulla collina del castello, poco lontano dalla medesima fortificazione.

CASTELLO DI SAN GIORGIO VISTO DA S. MARIA A CASTELLO ( Google Maps )

)

Notizie Storiche

Il castello di San Giorgio fu costruito verosimilmente all'inizio del secolo XII e risulta già attestato nelle fonti datate all'anno 1087 come sito in loco Apusmonte (3) . Il Catalogus Baronum riporta che: Robbertus filius Torgisii de Cripta cummatre sua tenet Sanctum Georgium quod est sicut dixit feudum quorum militum et cum aumento obtulit milites quatuor ( 4) . Un documento del 1126 testimonia che un Pagano di San Giorgio, figlio di Silvano, era signore di questo castello (5) .

Le fonti riportano che nel periodo Svevo gli abitanti di San Giorgio furono obbligati a partecipare alla riparazione del castello di Sarno (6) . Nel 1273, durante la dominazione angioina, fu signore di San Giorgio Roberto de Donabulo (Avenabulo) (7). Nel 1310 Berardo di San Giorgio, allora signore del castello, nominò erede dei feudi il figlio Berarduccio (8). Una concessione del 1349 testimonia che Tommaso III Sanseverino, tra gli altri titoli, era anche barone di San Giorgio (9). Sotto la dominazione aragonese, nel 1452, Giovanni Miroballo comprò il feudo di San Giorgio e Bracigliano dalla contessa

CARTOLINA (dal web) CASTELLO DI SARNO

 

FOTOGRAFIA (dal web) CASTELLO DI SARNO

 

(1) Uno dei più importanti feudi era quello dei Budetto che comprendeva approssimativamente l'attuale frazione di Torello, cfr., ORLANDO G., Storia di Nocera de' Pagani , Napoli 1887, II pp. 38-41; cfr., DE SANTI M., Memorie delle Famiglie Nocerine , Napoli 1893, pp. 140-2.

(2) Confrontando i vari studi sulle fortificazioni nocerine, prima fra tutti i contributi più recenti di AMAROTTA A. R., Le fortificazioni nocerine nel Codice Diplomatico Cavese , in Atti dell'Accademia Pontaniana , XXVI, Napoli 1977; VITOLO G., Da Apudmontem a Roccapiemonte. Il Castrum come elemento di organizzazione territoriale , in Rassegna Storica Salernitana , 6, 1986; VARONE A., Assetto e toponomastica di Nuceria in età longobarda , in Nuceria Alfaterna e il suo territorio dalla federazione ai Longobardi , a cura di PECORARO A., Nocera Inferiore 1994; si delinea un quadro alquanto complesso ed incerto per una definitiva classificazione delle opere fortificate del territorio nocerino. Analizzando gli studi sopracitati, le strutture delle fortificazioni e i documenti di archivio, si può delineare un'ipotesi sull'organizzazione del territorio intorno all'inizio del XII secolo. Tralasciando la complessità delle trasformazioni avvenute dal periodo tardo-antico alla conquista normanna, nel XII secolo si determina un'utilizzazione del territorio molto simile a quella attuale conseguente alla riorganizzazione delle unità amministrative in rapporto alle opere fortificate. Il territorio noverino viene organizzato avendo come riferimento le fortificazioni sul monte Sant'Apollinare (già obsoleta), di San Giorgio e Roccapiemonte (da poco edificate), la città antica di Nocera (distrutta dai Normanni), il castello del Parco (edificato in seguito alla distruzione della città antica), e il castello di Sanseverino edificato in alternativa a Rota.

(3) DI MEO A., Annali storico diplomatici del regno di Napoli , Napoli 1795-1819, VIII, p. 258; cfr., Codex Diplomaticus Cavensis , I-VIII, a cura di morcaldi m. schiani m. de stefano s. Mediolani-Pisis-Neapoli, 1873-93; IX, a cura di LEONE S. VITOLO C. , Cava dei Tirreni 1984, II, p. 192 n. 357; cfr., DE SANTI M., cit., p. 141; cfr., VASSALLUZZO M., La Rocca , Salerno 1967, p. 29; cfr., PORTANOVA G., I Sanseverino e l'Abbazia Cavense (1061-1324), Cava de' Tirreni 1977, p. 55; cfr., Codice Diplomatico Verginiano, a cura di TROPEANO P. M., Montevergine 1977-87, II, p. 368; cfr., VITOLO G.,cit., p. 86; cfr., VITOLO G., L'organizzazione ecclesiastica in età longobarda, in Nuceria Alfaterna e il suo territorio dalla fondazione ai Longobardi, Nocera 1994, p. 135;

(4) CatalogusBaronum, a cura di JAMISON E., Roma 1972, p. 81 n. 441; cfr., PORTANOVA C.,cit., pp. 93, 95-6; cfr., Commentario al CatalogusBaronum, a cura di CUOZZO E., Roma 1984, p. 124 n. 441; cfr., CUOZZO E., La nobiltà dell'ltalia meridionale e gli Hohenstaufen, Salerno 1995; pp. 74-­5.

(5) DE SANTI M., cit., II, p. 65; cfr., PORTANOVA G.,cit., p. 79.

(6) STAHMER E., Die Verwaltung der Kastelle im Konigreich Sizilien unter Kaiser Friedrich I,. Und Karl I. von Anjou, Leipzig 1914, p. 111 n. 147.

(7) DE SANTI M., cit., I, p. 146; cfr., IENNACO G., Le frazioni di Castel San Giorgio, Fisciano 1997, p. 101.

(8) IENNACO G.,cit., p. 101.

(9) ORLANDO G.,cit., pp. 39-40; cfr., NATELLA P., I Sanseverino di Marsico una Terra, un Regno, Mercato S. Severino 1980, pp. 60-1;

 

 

 

di San Severino (10). A Giovanni, morto nel 1465, successe il figlio Carlo che ottenne l'investitura dei feudi da Ferdinando I. A Carlo successe Giovanni II che tenne il feudo di San Giorgio dal 1482 al 1520 (11) . Nel 1538 il castello era in possesso di Antonio Sanseverino (12), al quale succedettero prima Tommaso IV e poi Luigi. Dai documenti dell'Archivio di Simancas si evince che il feudo di San Giorgio appartenne agli eredi di Antonio Miroballo (13), mentre nel 1580 era barone della terra di San Giorgio Scipione de Santis (14).

Alla fine del secolo XVIII il feudo era in possesso della famiglia Sarno-Prignano col titolo di baronia (15).

Negli anni trenta del secolo scorso l'area del castello fu oggetto di opere di rimboschimento che in parte hanno trasformato l'aspetto della collina e della fortificazione (16).

 

Dati Caratteristici

La fortificazione di San Giorgio occupa un'area di 8.500 mq. circa ed è articolata in tre cinta di mura, la più alta delle quali racchiude il mastio, la seconda si estende soprattutto sul lato sud est e la terza scende sul fianco della collina soprattutto nel lato est.

Il mastio, quasi completamente distrutto, è ubicato nel punto più alto della collina e presenta una serie di strutture ad andamento poligonale, molto spesse alla base, sulle quali si elevano, nell'angolo ovest, muri più sottili che sembrano configurare lo spazio di una cappella a vano unico con pilastri addossati ai muri che reggono archi. L'elemento caratteristico della prima cinta muraria è la torre quadrangolare, abbastanza conservata,che fuoriesce di 2 metri circa da un grosso muro a scarpa largo 1,5 metri circa, posto sul lato est. La torre, con base di 4,70 metri circa e uno spessore notevole nel quale si vedono tracce di trasformazioni, si conserva in elevato per un'altezza di 4 metri circa ed è costruita con pietre calcare locale; gli angoli hanno dei ricorsi di pietre più grossi e regolari del resto del paramento.

 

La seconda cinta muraria, sul lato nord,è poco distante dalla prima e crea solo un corridoio di passaggio che si allarga verso la torre tonda posta nel vertice ovest della fortificazione, mentre sul lato sud scende molto più in basso fino a inglobare delle strutture molto regolari. Queste strutture addossate al mura di cinta, ad un' analisi attenta,sembrano delle cisterne ricavate nell'ampliamento verso sud di una probabile cinta muraria precedente. Sui muri perimetrali si notano ancora delle tracce dell'intonaco idraulico e l'attacco delle volte di copertura. La parete est della seconda cinta muraria racchiude molte strutture abitative, come ancora si può notare dai resti architettonici sparsi su tutta l'area.

Dal mastio scende fino alla seconda cinta di muro inclinando con andamento nord-sud, quasi a delimitare un'area a esclusivo uso militare, e distinta da un'altra destinata a uso abitativo per la popolazione, che risiedeva nel castello. L'elemento architettonico più significativo della seconda cinta muraria è la torre tonda con base scarpata e cornice torica. Essa si articola su due livelli; quello inferiore ricavato nella scarpa è articolato con due vani trapezoidali con lati lunghi di 1,90 metri

 

 

•  (1) Porta nord

• (2) Porta sud

• (3) III Cinta muraria con torrette

•  (4) Cappella

•  (5) Cinta muraria

• (6) Ampliamento I cinta muraria con cisterne

•  ( 7) Torre Aragonese

• (8) Ingresso al mastio

•  (9) Torre quadrata del mastio

•  (10) Mastio

(10) CAMERA M., Memorie storico-­diplomatiche dell'antica città e ducato di Amalfi, Salerno 1881, II, p. 602; cfr., PASTORE V., Angri dalla preistoria ai giorni nostri, Cava de' Tirreni 1980, p. 477; cfr., NATELLA P., cit., p. 96.

(11) CAMERA M., cit., p. 603; cfr., PASTORE V., cit., p. 485; cfr., NATELLA P., cit., pp. 105 , 122, 126, 131.

(12) DE SANTI M. cit., I, p. 152; cfr., ­ DEL REGNO M., I Sanseverino nella Storia d'Italia cronologia storica comparata (secc. XI-XVI), Sarno 1991, pp. 50-l.

(13) CORTESE N., Feudi e feudatari napoletani della prima metà del cinquecento, in Archivio Storico per le Province Napoletane, XV, 1929, pp. 9, 12.

(14) NATELLA P., cit., p. 150; cfr., IENNACO G.,cit., p. 103,

(15) GIUSTINIANI L., Dizionario geografico ragionato del Regno di Napoli, Napoli 1797-1805, VIII, p. 153.

(16) IENNACO G., cit., p. 94,

 

circa, funzionali alla difesa con armi da fuoco, serviti da un corridoio d'accesso; al centro della volta di copertura è ricavato un apertura circolare di diametro di 50 centimetri circa che serviva per l'illuminazione e l'aerazione dei locali. Il livello superiore, solo parzialmente conservato, è costituito da due muri ad andamento concentrico con un apertura verso il lato interno della fortificazione. Affiancato alla torre si nota un altro piccolo vano ricavato nello spessore murario e adattato per la difesa con armi da fuoco. La struttura nella parte cilindrica ha un diametro interno di 2,50 metri circa ed uno spessore murario di 1,50 metri circa e si conserva per un'altezza complessiva di 7 metri circa.

La terza cinta muraria, più dolcemente degradante sul lato est della collina, ha delle caratteristiche completamente diverse dagli altri tratti di muro che costituiscono la fortificazione. Nell' angolo nord all'attacco con la seconda cinta muraria è ubicata la porta principale di accesso alla fortificazione. Essa è costituita da un muro con un apertura di 2 metri circa avanzando rispetto alla linea del muro di cinta e si addossa a un'altra struttura,conservata per un'altezza superiore a 3 metri , una probabile torre quadrata caratterizzata da una saettiera per la difesa frontale. L'analisi delle murature conferma che la porta è una struttura aggiunta in epoca successiva a una torre preesistente,simile alle altre quattro ancora visibili lungo il perimetro murario.

Seguendo il perimetro della terza cinta muraria, procedendo da nord verso est, si riscontra prima una feritoia per la difesa e poi una seconda torretta quadrata di dimensioni analoghe alle altre, che si conserva per una altezza esterna di 2 metri circa, nelle cui vicinanze si notano grosse strutture addossate alla mutazione. All'estremo vertice est è posizionata una terza torretta quadrata di 4 metri circa di base che fuoriesce dal muro perimetrale di 2,50 metri circa; essa si conserva per un altezza di oltre 3 metri con caratteristiche architettoniche analoghe alle altre.

Appena staccata dalla torre è ubicata una cappella costituita da un vano unico absidato largo 4,20 metri circa lungo 8,60 metri circa, escluso l'abside che ha un raggio di 1,70 metri circa. Il vano, che poggia su una piattaforma rettangolare, è delimitato da un muro che ha uno spessore di 70 centimetri circa nel quale è ricavata una porta d'ingresso nel lato verso est verso l'interno della fortificazione. La struttura completamente riempita dai crolli dei muri si conserva per un altezza di 1 metro circa.

Seguendo la cinta muraria verso sud si trovano altri tratti di mura con tracce di rifacimento e consolidamento della cortina e una quarta torre quadrata, con le stesse caratteristiche architettoniche delle altre, conservata in altezza per 3 metri circa. A pochi metri dalla torre, proseguendo verso sud, si notano le tracce di un percorso di accesso al castello che in parte è poggiato sui muri e in parte è tagliato nella roccia. Tale percorso scende verso l'abitato moderno, seguendo il pendio meno scosceso della collina. Probabilmente in questo tratto di muro era ubicata la porta d'accesso principale alla fortificazione della quale si conserva qualche labile traccia nella mutazione ancora esistente. Proseguendo ancora verso sud si incontra una quinta torre quadrata, ubicata quasi all'attacco con il muro della seconda cinta. Anche questa torre presenta caratteristiche architettoniche analoghe alle altre e si conserva per un altezza di 2 metri circa. L'area racchiusa dalla terza cinta muraria presenta una notevole stratificazione di strutture che testimoniano una fitta presenza abitativa.

 

 

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