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L' UNITA' _D' ITALIA _E _LA POLITICA _INTERNAZIONALE
LA _FIGURA_ DI_ GARIBALDI

Anno 1860
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Paolo Mieli (Milano, 25 febbraio 1949) è uno storico, saggista e giornalista italiano . Figura di spicco dell'editoria nazionale, è stato direttore de La Stampa (1990-1992) e del Corriere della Sera per due mandati (1992-1997 e 2004-2009
Paolo Mieli e Garibaldi
Paolo Mieli analizza regolarmente la figura di Giuseppe Garibaldi nei suoi programmi di approfondimento storico, offrendo una rilettura critica del Risorgimento e dell'impatto di questo eroe sull'identità nazionale italiana. Nei suoi interventi odierni, Mieli si concentra principalmente sull'uso politico della memoria e sui retroscena diplomatici delle imprese garibaldine
I retroscena internazionali : Il ruolo delle diplomazie europee, con particolare riferimento all'Impero Britannico, nel proteggere e finanziare le missioni di Garibaldi nel Meridione d'Italia.
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Si vedano anche le trasmissioni su RaiPlay su detti argomenti.
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Paolo Mieli, al Corriere della Sera, racconta il libro di Eugenio Di Rienzo: Il Regno delle Due Sicilie e le Potenze europee (1830-1861)
(Corriere della Sera)
di Paolo Mieli, del 10 Gennaio 2012
Dal Corriere della Sera – 10 gennaio 2012
L'errore dei Borbone fu inimicarsi Londra. L'ostilità inglese destabilizzò il Regno di Napoli Fin da quando salì al trono nel novembre del 1830, Ferdinando II concepì la presenza del Regno delle Due Sicilie sullo scacchiere europeo come quella di un'entità politica in crescita. Benedetto Croce, nella Storia del Regno di Napoli (Adelphi) notava che, nelle intenzioni di Ferdinando II, il regno doveva essere un organismo politico «nelle cui faccende nessun altro Stato avesse da immischiarsi, tale da non dar noia agli altri e da non permetterne per sé».
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ESTRATTO _DAL _DIBATTITO
Resistenza e revisionismo
"La politica contro la storia"
Prendiamo La "lettura" del Risorgimento. E stato addirittura inventato un nuovo aggettivo, "borbonico", per indicare qualcosa di arretrato, di inefficiente.
Eppure, con i Borboni il Sud era molto più florido che con lo Stato Unitario: Napoli era la prima città industriale
della penisola, e non esisteva emigrazione verso l`estero, emigrazione che è cominciata solo dopo l'Unita.
C'è bisogno di nuovi documenti per ricordare queste cose ?
O per smentire l`iconografia risorgimentale classica, che raffigura sempre Cavour, Mazzini e Garibaldi uno accanto all'altro, come fossero una cosa sola, mentre Cavour aveva condannato a morte Mazzini ?
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Da una parte i buoni, dall'altra i cattivi: così siamo stati abituati, per molti anni, a leggere la storia.
Buoni erano, per esempio, tutti gli artefici del Risorgimento italiano - i Savoia, Cavour, Mazzini, Garibaldi; e cattivi erano Pio IX e i Borbonì.

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